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 2007  luglio 21 Sabato calendario

ROMA - Il divieto ai minori di dieci anni e l´autocertificazione dei film da parte dei distributori sono le novità rilevanti del decreto legge cosiddetto Rutelli sulla tutela dei minori nel consumo di cinema e nell´utilizzo di videogiochi, approvato ieri dal Consiglio dei ministri

ROMA - Il divieto ai minori di dieci anni e l´autocertificazione dei film da parte dei distributori sono le novità rilevanti del decreto legge cosiddetto Rutelli sulla tutela dei minori nel consumo di cinema e nell´utilizzo di videogiochi, approvato ieri dal Consiglio dei ministri. «Dopo quasi mezzo secolo abbiamo mantenuto l´impegno di riforma del vecchio meccanismo della censura cinematografica», commenta il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli. «Confido in un esame concorde e tempestivo da parte del Parlamento. Si tratta di una riforma a tutela dei minori, messi sempre più sotto pressione dalla violenza delle immagini, di un meccanismo liberale che poggia sull´autoregolamentazione più che sulle forbici censorie», conclude il ministro che si era impegnato a occuparsi personalmente del problema nel gennaio scorso, quando Apocalypto, il film di Mel Gibson che raccontava con crudezza le atrocità commesse nella civiltà dei Maya, uscì dapprima senza divieti e solo in seguito a proteste e polemiche con il divieto ai 14 anni. Se e quando la legge sarà approvata dal Parlamento, cambierà il concetto di censura che era nella legge Corona di 45 anni fa. Sarà il distributore o il produttore - quando è anche distributore dei suoi film, come nel caso di Aurelio De Laurentiis - a decidere se un film è per tutti o da vietare ai 10, 14, 18 anni. Come accade negli Stati Uniti, dove è l´Mpaa, l´associazione dei produttori a certificare i limiti di età. «Lo stato non avrà più la funzione di censore, ma sarà solo quella di vigilante», dice il direttore generale dello spettacolo Gaetano Blandini, che ha attivamente lavorato al decreto. Il limite dei 10 anni, deciso anche per fornire alle famiglie un ulteriore strumento di valutazione, non esiste in altri paesi, finora il più basso era quello dei 12 anni in vigore in Inghilterra. Il segno liberale del decreto riguarda gli adulti responsabili: non ci saranno più film vietati a tutti come nel caso di autori "bruciati" dalla censura, come accadde per Scorsese di Le ultime tentazioni di Cristo, Bertolucci di Ultimo tango a Parigi o per Ciprì e Maresco. Il timore che così possano circolare anche film di pedopornografia è smentita da Blandini: «Non bisogna dimenticare che c´è il codice penale che proibisce la realizzazione di film pedopornografici». Intanto una commissione istituita presso la Presidenza del Consiglio avrà il compito di elaborare un corretto utilizzo di Internet e assegnare incentivi economici alla famiglie e alle scuole per l´acquisto di computer dotati di "parental control". Per i primi due anni dall´approvazione della nuova legge lo Stato eserciterà una funzione di monitoraggio attraverso tre sezioni della commissione ministeriale, in cui aumenta da uno a due la presenza di membri designati dalle associazioni di genitori più rappresentative (dotate di statuto in vigore da almeno cinque anni), incaricate di visionare tutti i film in uscita, a parte quelli vietati ai minori di 18 anni. Dopo due anni resterà una "vigilanza alta". Il distributore o il produttore dovranno esibire le motivazioni di un "per tutti" o di un divieto e, in caso di film straniero, dovrà essere esibita la certificazione nel paese d´origine. E non solo al ministero, ma anche nei momenti della promozione e nella pubblicità sui giornali. In caso di incertezza sui limiti di età da attribuire alla visione di un film sarà il distributore a pagare una commissione di membri qualificati. E se non saranno i 200/250 mila dollari annui pagati ai membri della commissione americana, dovrà essere una cifra più equa rispetto ai 12 euro a seduta pagati ai commissari di oggi. In caso di genitori spregiudicati che vorranno portare un minore di 10 anni a vedere un film vietato, sono previste sanzioni per l´esercente se gli ha permesso di entrare in sala. Più difficile il controllo di negozi di dvd e di edicolanti, anche per loro sono previste sanzioni. Se un genitore scopre che un figlio ha comprato cinema proibito, potrà denunciare il negozio o l´edicola.