Francesco Borgonovo, Libero 15/7/2007, 15 luglio 2007
«Senti il fiato caldo dell’estate e sai che arriveranno, che sarà una migrazione in grande stile
«Senti il fiato caldo dell’estate e sai che arriveranno, che sarà una migrazione in grande stile. Come tanti uccelletti leggiadri le stagiste planeranno, faranno il nido per un po’, giusto il tempo di svernare, e poi se ne torneranno via così com’eran venute, lasciandosi dietro uno sventolio d’ali. Ce ne sono d’ogni ordine e grado, ma le uniche degne del titolo, quelle purissime e illibate, vengono direttamente dalle scuole, da dove s’attinge la linfa più dolce e saporita. Alla fine di giugno le porte delle Università si spalancano e ne esce una folla di canottiere aderenti, unghie dipinte in ciabattine infradito, shorts, minigonne, perizomi e cosce robuste pronte a riversarsi nelle agenzie di pubblicità, negli uffici stampa dei festival musicali - luoghi ambiti ed eccitanti per un po’ di molleggiamento estivo nelle case di moda e pure nelle redazioni dei giornali. Vi manderò come Agnelli in mezzo ai lupi, disse il Signore, e loro si fanno mandare negli open space e dietro le finestre coi doppi vetri, dove le attendono le fauci spalancate di capi cinquantenni disillusi e famelici, di giovani leoni incravattati golosi d’avventure, di veterani che in mancanza d’altro s’accontentano di adagiare gli occhi sui glutei ben fatti e fra le camicette coi bottoni insieme innocenti e lascivi. Le stagiste non se ne accorgono, oppure lo sanno ma fanno finta di niente: sono caramelline già sbucciate della carta che i professionisti si contenderanno col coltello fra i denti, sfoderando le tecniche d’abbordaggio più crudeli, sempre le stesse, con la sigaretta da accendere dopo già pronta sull’orecchio. Sanno d’avere strada aperta, le belve» (Francesco Borgonovo).