Varie, 19 luglio 2007
ZAIA
ZAIA Luca Conegliano (Treviso) 27 marzo 1968. Politico. Leghista. Presidente del Veneto (dal 2010). Ministro dell’Agricoltura nel Berlusconi IV (2008-2010) • Figlio di un meccanico, laurea in Scienza della produzione animale, enologo. Nel 1998 e nel 2002 fu eletto presidente della provincia di Treviso, dal 2005 vicepresidente della Regione Veneto. Prima popolarità nazionale quando (2007) fu beccato da un’auto civetta della Polstrada mentre sfrecciava in Bmw a 193 all’ora sulla A27 fra Treviso e Venezia dove il limite è 130. «Dovevo correre a una riunione in Regione». E poi:«Bisogna assolutamente rivedere i limiti di velocità, alzarli almeno di 20 chilometri; quelle attuali sono soglie anacronistiche» (Jacopo Iacoboni, ”La Stampa” 19/7/2007) • «[...] Ora Zaia dovrà [...] ricorrere all’aiuto di amici e conoscenti che gli faranno da autisti improvvisati nel periodo in cui sarà senza patente. ”Oggi ho ricevuto almeno 140 tra sms e mail di persone, molte sconosciute, che si offrono di farmi da autista”. ”Tiriamo pure le orecchie a Zaia perché correva ma elogiamo per i risparmi che ha già attuato rispetto ai costi della politica”. Lo dice il vicepresidente del Senato e leghista Roberto Calderoli che aggiunge: ”Zaia è stato multato perché era a bordo della sua auto e non di un’auto blu, lui infatti ha già cominciato a tagliando i costi all’auto blu, all’autista e pagando la benzina di tasca propria”» (’la Repubblica” 19/7/2007) • «La sai l’ultima su Luca Zaia? E uno subito pensa: ah sì, il leghista veneto pizzicato in autostrada a 190 e passa l’ora, con multa salata e ritiro della patente. ”Proprio lui che, quando era presidente della Provincia di Treviso, fece faville con una campagna choc sulla sicurezza stradale”, scrivevano i giornali, ironizzando [...] ”E allora? Non rinnego una virgola di quell’iniziativa che ridusse le vittime dell’asfalto (da 167 a 60 l’anno); mi fruttò due premi nazionali e uno europeo – ribatte l’appiedato ”. La mia infrazione? Avevo fretta; errare è umano”. Già. Dicono tutti così. Attenzione, però: non è questa l’ultima sul grintosissimo vicepresidente della Regione Veneto [...] ariete (’segno azzeccato, sono un tipo cocciuto, io”) , sposato con Raffaella (cascata di boccoli ramati fino alla schiena), residente a Bibano di Godega (Treviso), il paese dei grissini. L’ultima di Zaia (ma prestissimo potrebbe retrocedere a penultima) è la battaglia per il decoro, molto di moda in questi giorni di torrida estate. Se a Venezia se la prendono con i consumatori di panini che riducono piazza San Marco a pattumiera, l’inarrestabile Luca punta alle spiagge del Veneto. Obiettivo: disinfestarle dai vu’ cumprà, che s’attaccano ai bagnanti come le zecche. [...] ”In spiaggia si traffica e si vende di tutto. Nulla a che vedere – concede – con i venditori di cocco di una volta. Mettevano allegria, facevano colore”. Vu’ cumprà uguale extracomunitari. Se due più due fa quattro, non è difficile immaginare che il leghista trevigiano covi qualche ideuzza razzista. ”Falso – s’inalbera ”. Ho rispetto per gli immigrati che rispettano le leggi. Sta bene che i regolari lavorino nelle fabbriche, ma la nostra gente (i veneti, ndr) viene avanti a tutto”. A farla breve, il ”gentilinismo” (vedi alla voce Giancarlo Gentilini, ”sceriffo” di Treviso) di Luca è decisamente annacquato. Nel suo cursus honoris, traboccante di fatti e aneddoti, figura perfino il salvataggio di un albanese, che rischiava di morire nell’auto in fiamme. Accadde giusto un anno or sono; Zaia, passando quasi per eroe, si candidava così anche al premio per la bontà. Il vice di Giancarlo Galan alla Regione, visto da vicino: statura regolare (tendente al basso), capelli neri ricci, tenuti a posto da un filo di gommina. Leghista della prima ora (1993), ma non ultrà. Tiepido ai tempi della secessione, non fanatico dei simboli, sfonda tra il popolo della Marca. Al primo trionfo elettorale – giugno 1998 – si presenta come un ragazzo, ruspante; sembra capitato lì per caso. Confida che, messa nel cassetto la laurea in Scienze della produzione animale, lavora nel ramo discoteche. Anzi, lavorava. La presidenza della Provincia di Treviso lo occuperà a tempo pieno. Detto e fatto, parte in quinta. ”Introducendo nei bilanci – si legge nel curriculum – la finanza creativa: swap e rating”. Mah. Trionfante nel primo e soprattutto nel secondo mandato (2002, consenso bulgaro, solo contro tutti), che iniziò con una memorabile grigliata sul Montello. Due tori da quattro quintali furono arrostiti (con il determinante apporto del vincitore), porzionati e distribuiti a tremila fan della Lega, accorsi alla festa pagana. Nella vita pubblica e privata, gli animali (non solo a tavola) intrigano non poco, il vulcanico Zaia. Prendiamo gli asini. Sembra una barzelletta, ma non lo è. Nel 2005 sei ciuchi vengono impiegati a brucare l’erba sul ciglio e sulle scarpate delle strade. La sua passione, però, sono i cavalli. Da tre generazioni. Le vacanze le trascorre al galoppo, tra colline del Prosecco e monti del Cadore. ”Senza tralasciare le nostre spiagge”. Dove partecipa alle passerelle dell’estate. S’è già visto a Jesolo, tra le candidate a Miss Italia nel mondo. ”Presenzialismo propositivo”: dai vini alle grappe, al radicchio, al fungo, al baccalà, è tutto un sostenere i prodotti veneti. Non inganni il folklore: Zaia fa sul serio e colpisce nel segno. Ma l’amarcord va alla sicurezza stradale. E alle 300 rotatorie sulle provinciali della Marca. ”Quando le feci costruire, la mia fama diventò internazionale”, osserva. E aggiunge: ”A proposito, la patente me la ridaranno il primo settembre”» (Marisa Fumagalli, ”Corriere della Sera” 5/8/2007).