Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  luglio 19 Giovedì calendario

CORSIVO

La scenetta della regina Elisabetta che si stizzisce perché una fotografa le chiede di togliersi la corona ha un che di favolosamente esilarante. Come tutte le scene comiche è in realtà l´esito di una tragedia. Si tratta di incomunicabilità: quindi di una tragedia ancora novecentesca. Una fotografa, per quanto raffinata come Annie Leibovitz, è una fotografa: vive in un mondo di luce, e ha fiducia nella propria capacità di mostrare in un´inquadratura più di quello che si vede a occhio nudo. E´ probabile che i barbagli della corona la disturbassero nella ricerca di un corrispettivo luminoso della regalità.
Una regina, per quanto nostra contemporanea come Elisabetta II, è una regina: vive costantemente immersa in un enciclopedico apparato di simboli materiali e astratti, che il suo entourage ha imparato a rispettare ma di cui solo lei conosce appieno l´impiego. Una parrucchiera avrebbe potuto chiederle di togliersi la corona (forse): una fotografa certo no.
Inutile aggiungere che questa vicenda fa effetto soprattutto nell´Italia di oggi, dove le lettere della parola «Corona» fanno venire in mente mutande lanciate dal balcone, e fotografie ben diverse.