Emilia Costantini, Corriere della Sera 19/7/2007, 19 luglio 2007
DUE ARTICOLI SULLO SCONTRO COSTANZO-PROIETTI
CORRIERE DELLA SERA 19/7/2007
EMILIA COSTANTINI
ROMA – All’indomani dello «sfratto » di Gigi Proietti dalla direzione artistica del Teatro Brancaccio da parte di Maurizio Costanzo, scoppia il putiferio. Scende in campo il sindaco Veltroni e i fan dell’attore, «indignati e disgustati », sono in rivolta anche sul web: sul loro sito scrivono «’sti vigliacchi! neanche lo sforzo di dirglielo di persona» e minacciano lo stop degli abbonamenti al teatro di via Merulana.
Intanto, il mattatore romano, dopo le dichiarazioni rilasciate ieri al
Corriere, si sfoga ai microfoni di Radio Città Futura: «Ho appreso da un’agenzia che Costanzo avrebbe assunto la direzione artistica del Brancaccio. Poi, leggo sui giornali che è la proprietà del Teatro ad aver interrotto le trattative col Comune di Roma per l’affitto dello spazio. Suppongo che Costanzo gli avrà offerto un affitto più alto. Nessuno mi ha contattato, solo a cose fatte ho incontrato il proprietario. Un "golpino alla amatriciana" ». Quindi annuncia di voler fare una serata simbolica di occupazione del palcoscenico con canzoni e sketch, che dovrebbe intitolarsi «Godiamoci gli ultimi istanti del Brancaccio ». Poi aggiunge: «Il nemico vero del Brancaccio, del Comune di Roma e di Gigi Proietti è Costanzo. Io mi sarei comportato in modo diverso: se qualcuno mi avesse offerto la direzione di un teatro diretto da lui, avrei rifiutato o gli avrei fatto prima una telefonata». Replica Costanzo dagli stessi microfoni: «Plachiamo gli animi. Per me ora è il momento di lavorare, visto che al Brancaccio erano in ritardo. Quanto poi a non aver avvertito Proietti, non ho fatto in tempo: ho ricevuto l’offerta della direzione lunedì scorso e il giorno dopo era già uscita la notizia».
Proietti, che nominalmente è direttore artistico del Brancaccio fino al 31 luglio, ieri pomeriggio ha incontrato Veltroni, che dichiara: « sconcertante. In una notte tutto è stato liquidato senza una telefonata a Gigi o a noi. Ma l’esperienza del Brancaccio continuerà, non importa dove. Nei sei anni della sua direzione artistica, abbiamo dimostrato che si può fare teatro di qualità con grande concorso di pubblico». Risponde al sindaco Sandro Longobardi, gestore del Brancaccio che ha offerto la direzione a Costanzo: «Abbiamo atteso per un anno la sottoscrizione di un contratto col Comune di Roma (scaduto a dicembre scorso, ndr), ma invano. Stimiamo Proietti, non volevamo né potevamo esonerarlo, visto che con lui non abbiamo rapporti diretti».
Ma Gigi insiste: «Non farò più il mio spettacolo. Non mi metto sotto la direzione artistica di Costanzo, piuttosto
me faccio frate. Ci sarà invece il suo musical, che piacerà molto al pubblico, con Platinette e Calissano!». Il musical è «A un passo dal sogno», che l’8 ottobre doveva debuttare al Brancaccio. Solidarietà all’attore dai colleghi. dispiaciutissimo Banfi e Michele Placido, che col suo nuovo spettacolo era in cartellone al Brancaccio il prossimo inverno. E persino il personale del teatro ha dichiarato, in una nota diffusa ieri in serata, di «affidarsi a tutti gli affezionati spettatori e ai romani tutti per sostenere e caldeggiare la prosecuzione artistica di Gigi Proietti presso il teatro ». Solidarietà anche dal mondo politico. Attacca Costanzo Elisabetta Gardini, portavoce di Forza Italia: «La cacciata di Proietti pone inquietanti interrogativi sulla gestione della cultura teatrale in Italia». A lei si unisce Michele Lo Foco, del Dipartimento Cultura e Spettacolo di FI: «Mentre il pubblico ha riconosciuto nel lavoro di Proietti un progetto di valore, non altrettanto può dirsi per Costanzo al Parioli, teatro ormai marginale». E Costanzo annuncia querele.
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LA STAMPA 19/7/2007
SIMONETTA ROBIONY
ROMA
E’ guerra ormai tra Gigi Proietti e Maurizio Costanzo. Se ieri, alla notizia di esser stato sostituito da Costanzo come direttore artistico del Teatro Brancaccio, Proietti s’era limitato a definirsi costernato e stupefatto mentre Costanzo s’affannava ad assicurare che gli spettacoli della prossima stagione sarebbero stati quelli scelti da Proietti, adesso l’aria è cambiata. E Proietti, dai microfoni di Radio Città Futura, spara a zero su Costanzo e su quello che definisce «un golpino all’amatriciana». «Il nemico vero del Teatro di Roma, del Comune e di Proietti è Costanzo. Se avessero offerto a me la direzione di un teatro di Costanzo, ne sarei stato onorato ma avrei rifiutato oppure, quanto meno, avrei fatto prima una telefonata. E’ lui il mio avversario culturale». Poi è andato avanti annunciando che i suoi spettacoli previsti in cartellone al Brancaccio per l’anno prossimo non ci saranno più perchè lui non accetta di lavorare sotto la direzione artistica di Costanzo: «Piuttosto me faccio frate», ha detto in romanesco e ha aggiunto: «Ci sarà invece quello di Costanzo. Ne sono sicuro: sarà bellissimo. Piacerà molto al pubblico. Lo immagino, con Platinette e Calissano! Certo, al Brancaccio cambierà la cifra estetica. Non ci sono dubbi. Ma non voglio dire se in meglio o in peggio».
E mentre i fan di Proietti sono in rivolta e su www.proveperunsito.it, punto di riferimento e di incontro per gli ammiratori dell’attore, esprimono tutta la loro indignazione invitando anche a disdire l’abbonamento al Brancaccio in segno di protesta, Costanzo interviene dagli stessi microfoni radiofonici, abbassando però i toni. «Plachiamo gli animi! Io sono già al lavoro perchè al Brancaccio erano in ritardo. Da tre mesi aspettavo di sapere quando sarebbe andato in scena il mio spettacolo: se questo vale per tutte le compagnie, qualcosa non andava. Proietti voleva essere avvertito? Non ho fatto in tempo. In un’altra vita ci avvertiremo».
Ma Proietti ha anche fornito la sua versione dei fatti su questa sua assurda defenestrazione, sostenendo che, alla fin fine, è solo una questione di soldi. «Qua non ci sono complotti né altro. E’ successo che un proprietario non vuole più avere contatti con il Comune perchè evidentemente c’avrà un interesse economico. Del resto i proprietari degli immobili questo sono e questo fanno. Qualcuno gli ha offerto di più e lui ha dato a Costanzo la direzione artistica. Non so chi gli abbia offerto di più: Costanzo o qualcun altro. Credo, comunque, che sia stato compiuto un grosso torto legale. Fossi nel Comune, intenterei un’azione».
Soldi? l’avvocato Maurizio De Gasperis, legale di Alessandro Longobardi, l’imprenditore che gestisce la società «Avana» - quella che, avendo la disponibilità del «Brancaccio», ha rotto le trattive con il Comune estromettendo Proietti e ha dato l’incarico di direttore artistico a Costanzo con un colpo di mano sorprendente - sostiene invece che i soldi non c’entrano. Intoppi brurocratici, lungaggini amministrative, incertezze decisionali hanno fatto precipitare la situazione. E poi, aggiunge l’avvocato De Gasperis, ad Alessandro Longobardi, grande appassionato di teatro e direttore artistico della Sala Umberto, fa piacere poter entrare nell’associazione di Costanzo «Voglia di teatro», stabilire un gemellaggio tra la sua Sala Umberto e il Parioli di Costanzo, magari allargando anche al Brancaccio questa alleanza tra privati. Sta forse nascendo a Roma un nuovo circuito teatrale capace di frapporsi al progetto del Comune di potenziare il Teatro di Roma, allargandolo a quello di Tor BellaMonaca in mano a Michele Placido e al Brancaccio di Proietti? Chissà. Intanto tutta Forza Italia si stringe intorno a Proietti che pure di Forza Italia non è. Lo fanno Michele Baldi, capogruppo al Comune per il suo partito, Gianni Sammarco, vice presidente della Commissione cultura alla Regione Lazio, Elisabetta Gardini, portavoce di Forza Italia, che definisce Proietti: «Un autentico Re Mida del teatro e dello spettacolo». Lo fa, soprattutto, Michele Lo Foco, coordinatore del Dipartimento Cultura di FI. Ma Lo Foco, dopo aver ricordato i meriti di Proietti che in cinque anni ha portato il Brancaccio a fasti e incassi mai visti, ha anche attaccato Costanzo. «Mentre il pubblico ha riconosciuto nel lavoro di Proietti un progetto drammaturgico di valore - dice - non altrettanto può dirsi del lavoro di Costanzo al Parioli, teatro ormai marginale». E fin qui è una opinione. Ma poi Lo Foco ha detto anche: «Spiace che la figura di Costanzo venga sempre più spesso collegata a colpi di mano e ad attività dietrologiche di difficile comprensione. E spiace che il Comune di Roma non abbia previsto un risvolto negativo come quello che s’è appena verificato». Costanzo minaccia una querela.