Varie, 18 luglio 2007
DཿALESSANDRO Pasquale
D’ALESSANDRO Pasquale • «[...] entrato in servizio alla rete Due, lasciando una poltrona di vicedirettore a Raitre, un vero e proprio Vicario, Pasquale D’Alessandro. Sulla carta appunto dovrebbe fare in tutto e per tutto le veci del numero uno. Si è seduto accanto al direttore Antonio Marano [...] E ha ottenuto tutte le deleghe del caso. Meno una. un tipo particolare, questo D’Alessandro, non c’è dubbio: pensate, dicono che guardi attentamente anche i programmi! come il giornalista che legge i giornali, una mosca bianca. C’è chi giura che la sua giornata tipo si protragga fino a notte fonda, con una pausa post-meridiana di riposo, proprio per seguire anche da spettatore la programmazione più importante. Ne ha fatta di strada D’Alessandro dai tempi della direzione Locatelli-Saccà di Raidue, quando seguiva dietro le quinte uno storico Giuliano Ferrara impegnato ad allestire straordinari controprocessi mediatici per Il Testimone. Ha persino lavorato con Fabio Fazio, e il persino sta per la combinazione politica curiosa: nessuno, nel salotto meteo-ulivista per eccellenza, ha mai avuto niente da ridire circa la sua supervisione di un vicedirettore, D’Alessandro appunto, che risulta ”in quota An” e viene oltretutto dalla covata socialista riformista doc. Ma veniamo al punto: l’eccezione al vicariato riguarda solo il reality-trash di punta, L’Isola dei Famosi. La delega circa l’arci-criticata Isola è rimasta in mano personalmente al Direttore perché lo stesso D’Alessandro ha chiesto a Marano di esserne esentato. Le letture maliziose e politiche ci possono pure stare, dato che il programma-vetrina della stagione autunno-inverno di Raidue nasce con una tale plateale opposizione, in primis, del presidente Rai Petruccioli, per non parlare del responsabile della Commissione Vigilanza, l’ex ministro di An Landolfi. Ma la verità è che D’Alessandro stesso ha detto a Marano: ”è proprio un mondo a parte quello del reality-show, è impossibile entrarci così in quattro e quattr’otto”. Già, più che mai adesso che per allestire un cast di pseudo-famosi, se non ti chiami John Woodcock, e di mestiere non fai il pm acchiappa-Vip …sono guai seri!» (Paolo Martini, ”La Stampa” 18/7/2007).