Varie, 18 luglio 2007
BRE Silvia
BRE Silvia Bergamo 1953. Poeta • «[...] poetessa finissima, capace di accensioni liriche ed epiche, già riconosciuta dalla società letteraria: il Mondello per [...] Marmo, Einaudi 2007, che è anche nella terna dei finalisti del Viareggio, il Montale per Le barricate misteriose (Einaudi, 2001). Silvia Bre è nata a Bergamo nel 1953 e vive da molti anni a Roma. Tra gli altri suoi libri, I riposi (Rotundo 1990), e Sempre perdendosi (Nottetempo, 2006), raccolto in Marmo. Negli Oscar Mondadori ha pubblicato una traduzione del canzoniere di Louise Labé (2000). [...] Scrivo poesie che si accumulano: quando mi accorgo che si riguardano, quando mi viene l’esigenza di considerarle nel loro insieme, le raccolgo in un ordine. Scrivo con molta passione, ma soprattutto penso [...] La poesia è frutto di un tempo lungo, un tempo profondo di messa a punto, di compimento. Sto dentro a un pensiero che mi guida. Nessuna ritualità. Sono pensieri, emozioni che si concretizzano in figure, e le figure in una lingua. Sono scavi nelle parole. E finché non ho finito sto dentro al pensiero. Non c’è nessuna affezione per la ritualità [...] La poesia non è un dominio. Convivo con l’idea che potrei non scrivere più. Mi sembra terribile a dirsi ma ho presente questa possibilità [...] La poesia è viva. Forse non la si può tradurre in grandi numeri, né in ingenti fatturati, ma questo non conta. Costantemente nascono voci interessanti. Non c’è da lamentarsi della poesia italiana. Esistono tante ottime riviste e tutto un universo di piccole case editrici, e poi c’è la rete che consente la circolazione libera dei testi. Io sono una privilegiata, ma è pieno di punti di riferimento per chi ha qualcosa da proporre [...] I poeti donna pubblicati sono sempre in numero inferiore rispetto ai poeti uomini. E lo stesso avviene per i premi letterari. Ma la poesia delle donne è fortissima: voci alte, bellissime. Manca una considerazione paritaria [...] Idealmente mi sento legata a ogni poeta. Nella realtà ne frequento solo alcuni, che sono anche amiche e amici di lunga data. Ci si incontra di tanto in tanto, ma io coltivo questa idea di una complicità incondizionata, intima e profonda [...] Leggo tanti miei contemporanei, ma anche Wallace Stevens, Petrarca, Dante. Ogni tanto mi accosto a un poeta e ci convivo per lungo tempo, ma non so quali traspaiano dalle mie poesie [...]”» (Pierangela Rossi, ”Avvenire” 17/7/2007).