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 2007  luglio 18 Mercoledì calendario

Matteo, 18 anni. Riservato, assai depresso, viveva ad Aprilia con la sorella gemella, la mamma impiegata al Comune, il padre pensionato

Matteo, 18 anni. Riservato, assai depresso, viveva ad Aprilia con la sorella gemella, la mamma impiegata al Comune, il padre pensionato. Un anno e mezzo fa, di botto e senza una ragione, non gli riuscì più di mangiare, cominciò a farsi sempre più scheletrico, i genitori disperati lo portarono da mille esperti d’anoressia, lui docile prendeva le medicine e ciononostante, negli ultimi tempi, era arrivato a pesare meno di quaranta chili. Due settimane fa accettò di farsi ricoverare al Policlinico Gemelli, iniziò pure una terapia con la psicologa per scoprire le cause del suo male ma dopo tre giorni, di mattina, si sfilò il pigiama, indossò i pantaloni, scavalcò la sbarra di ferro sul davanzale e si lanciò nel vuoto. Volo di tre piani. Il padre, che ogni giorno si faceva sessanta chilometri di macchina per fargli compagnia, non trovandolo da nessuna parte, colto da presentimento sebbene il ragazzo non avesse mai mostrato di voler di morire, si affacciò dalla finestra e lo vide a pancia in giù sul pavimento del in cortile. Mattinata di mercoledì 11 luglio nel reparto di endocrinologia del Policlinico Gemelli di Roma.