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 2007  giugno 07 Giovedì calendario

Ogni anno circa 40 mila persone in tutta Europa muoiono a causa di incidenti stradali. Un numero ancora altissimo, ma che sta progressivamente diminuendo grazie alle politiche sempre più attente dei paesi dell’Unione

Ogni anno circa 40 mila persone in tutta Europa muoiono a causa di incidenti stradali. Un numero ancora altissimo, ma che sta progressivamente diminuendo grazie alle politiche sempre più attente dei paesi dell’Unione. I dati pubblicati nel primo rapporto dell’European Transport Safety Council (Etsc) sulle politiche di sicurezza stradale di 27 paesi europei (oltre ai 25 dell’Unione, sono considerate anche la Norvegia e la Svizzera) evidenziano che l’eccesso di velocità è ancora, e ovunque, la prima causa degli incidenti stradali. L’Etsc ha messo a punto uno speciale indice, il "Road Safety Performance Index" (Pin), che considera tre aree chiave della sicurezza sulle strade: i limiti di velocità, l’uso delle cinture, la guida in stato di ebbrezza. Applicato ai diversi paesi, l’indice premia soprattutto la Francia, il Lussemburgo e il Belgio, che hanno ottenuto le più significative riduzioni nel numero di morti fra 2001 e 2005. Gli automobilisti francesi sono i più attenti ad allacciarsi la cintura di sicurezza prima di mettersi al volante, ma anche i più controllati sul piano della velocità: i limiti in Francia sono stati ridotti negli ultimi anni e su tutti i tipi di strada, un esempio seguito anche da Belgio e Svizzera. Purtroppo, a parte questi segnali incoraggianti, il numero delle violazioni dei limiti di velocità è ancora molto alto in tutta Europa. L’obiettivo dell’Unione è ridurre gli incidenti stradali mortali del 50% entro il 2010, obiettivo che sembra raggiungibile, se fra 2001 e 2006 alcuni paesi hanno già ridotto questo tragico bilancio del 25 per cento. Per quanto riguarda l’Italia, ci collochiamo circa a metà della classifica con un -15%, mentre la Francia torna a spiccare con un -35 per cento. Per il controllo della guida in stato d’ebbrezza è la Svizzera ad aver segnato i progressi più interessanti, soprattutto dopo aver ridotto il limite consentito di alcool presente nel sangue dallo 0,8 allo 0,5 per mille. E per quanto riguarda i dispositivi che ricordano di allacciare le cinture di sicurezza, il loro uso non è ancora molto diffuso in Europa, anche se ricerche recenti hanno dimostrato che la loro presenza riduce la mortalità degli incidenti del 60 per cento. Ma in Italia neppure la metà dei veicoli ne sono provvisti.