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 2007  luglio 16 Lunedì calendario

I pinguini preferiscono il krill ai pesci, ma solo da 200 anni. Analizzando più di 220 frammenti fossili di gusci d’uovo risalenti fino a 38 mila anni fa, Steven Emslie dell’Università del Nord Carolina e William Patterson dell’Università di Saskatchewan, sono riusciti a ricostruire le abitudini alimentari dei pinguini di Adelia

I pinguini preferiscono il krill ai pesci, ma solo da 200 anni. Analizzando più di 220 frammenti fossili di gusci d’uovo risalenti fino a 38 mila anni fa, Steven Emslie dell’Università del Nord Carolina e William Patterson dell’Università di Saskatchewan, sono riusciti a ricostruire le abitudini alimentari dei pinguini di Adelia. I ricercatori, per capire di cosa si cibavano in passato questi animali, hanno confrontato le quantità di carbonio e azoto presenti nei gusci delle uova con quelle contenute nel pesce e nel krill. Lo studio, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, mette a confronto questi risultati con dati ottenuti da esemplari trovati nei nidi attuali, dimostrando come i pinguini presero a cibarsi di krill quando l’uomo iniziò a cacciare foche e balene, circa 200 anni fa. Dal 1793 al 1807, circa 3 milioni e 200 mila foche vennero sterminate - incluso il lupo di mare antartico (Arctocephalus gazella), che si nutriva quasi solo di krill. La caccia continuò fino alla metà del XX secolo, intaccando di oltre il 90 per cento anche la popolazione delle balene. Complessivamente, si stima che la decimazione di entrambe le specie abbia generato un surplus di krill pari a 150 milioni di tonnellate ogni anno, e i pinguini ne avrebbero approfittato. Secondo i ricercatori, l’abbondanza di krill da sola non spiega il fenomeno: «Non furono eliminate solo foche e balene ma vi fu anche una consistente diminuzione di pesce, dovuta alla pesca, nel Mare di Scozia e nella parte ovest della penisola Antartica».