s.m. galileonet.it 10/7/07, 16 luglio 2007
Chi fuma sigarette difficilmente si ammala di Parkinson. Lo dice Beate Ritz del dipartimento di salute pubblica dell’Università della California
Chi fuma sigarette difficilmente si ammala di Parkinson. Lo dice Beate Ritz del dipartimento di salute pubblica dell’Università della California. La ricercatrice, col suo gruppo, ha raccolto dati su circa 12 mila soggetti – un quarto dei quali affetti da Parkinson – coinvolti in 11 studi condotti tra il 1960 e il 2004. Risultato: «Una diminuzione del rischio – dal 13 al 32 per cento - è stata osservata nei fumatori e in soggetti che avevano smesso di fumare fino a 25 anni prima». Sembrano efficaci anche altri prodotti a base di tabacco: gli uomini che fumavano la pipa o il sigaro hanno visto diminuire del 54 per cento il rischio di insorgenza di Parkinson. Ci sarebbero tuttavia differenze di natura genetica: i benefici riguarderebbero solamente bianchi o asiatico-americani, escludendo ispanici e afro-americani. La spiegazione di questo effetto del fumo non c’è, ma i ricercatori fanno due ipotesi: una protezione di qualche componente del fumo di sigaretta sui neuroni dopaminergici o un’alterazione dell’attività di enzimi metabolici che determinerebbe una minore produzione di sostanze tossiche endogene.