Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  luglio 16 Lunedì calendario

AUGUSTO DITEL

CAGLIARI - Poco più di dodici milioni e mezzo in sei mesi. Tanto ha reso alla regione quella che è stata ribattezzata la super Ici sarda, dopo la decisione del governatore dell´isola Renato Soru di tassare le seconde case dei non residenti. La previsione della Regione era quella di incassare poco meno di 40 milioni di euro e l´introito di appena un terzo, alla data dello scorso 30 giugno, ha scatenato una feroce polemica tra centrosinistra e Cdl.
« un primo passo importante - commentano i sostenitori di Soru e della giunta regionale - visto che fino a pochi mesi fa questa imposta non esisteva e che i meccanismi per la sua riscossione debbono ancora essere messi a punto». «E´ un autentico fallimento - controbatte il centrodestra - La scelta di tassare le seconde case, ma anche le barche e i voli privati, sta causando danni incalcolabili alla Sardegna».
La disputa sulle cosiddette «tasse sul lusso» va avanti fin dal momento in cui - a cavallo tra la fine del 2005 e l´inizio del 2006 - il presidente della Regione Renato Soru ha pensato di istituire un balzello per i non residenti. E ora, dopo la diffusione dei primi dati, il dibattito si fa ancora più rovente; le contestazioni arrivano soprattutto dai comuni costieri governati dal centrodestra, come ad esempio Alghero, Olbia, Arzachena, nel cui territorio ricade la Costa Smeralda.
Soru e i suoi non mollano, però, convinti come sono che i dati forniti dall´Agenzia delle Entrate per i versamenti compiuti nei primi sei mesi dell´anno (per l´esattezza la Regione ha incassato 12 milioni e 650mila euro) «sono da considerarsi positivamente perché mai prima d´ora nessuna tassa era mai stata accompagnata da una clamorosa campagna di evasione. Fino a oggi - osservano dallo staff del governatore - hanno pagato ben 23 mila proprietari di case su 58 mila. Se si pensa che il tasso di evasione media in Italia si attesta attorno al 50 per cento, si ha l´idea di quanto il dato sardo non si discosti molto da ciò che accade a livello nazionale. Bisogna poi aggiungere - rilevano i collaboratori del presidente - che molti ritardatari stanno provvedendo proprio in questi giorni».
Scorrendo le cifre, si nota che i versamenti sono stati 23.127 per un numero di immobili pari a 19.900 (circa il 40 per cento del numero totale). C´è poi da osservare che le case tra i 60 e 100 metri quadrati su cui vige la tassa sono 28,170, mentre quelle più piccole sono 18mila. I villini censiti invece sono 3.978 per una superficie media di 131 metri quadrati.
«Ecco - denuncia il deputato di Forza Italia ed ex presidente della Regione, Mauro Pili - si è voluta colpire una fascia di contribuenti che non genererà redditi significativi per la Regione. Di questo passo non basterà il bilancio della Regione per pagare i danni che sta provocando questa politica fallimentare. Soru ha trasformato l´isola del sole in isola delle tasse».