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 2007  luglio 16 Lunedì calendario

Caro Romano, lei ha parlato della scissione dei socialisti di destra (Ivanoe Bonomi e Leonida Bissolati, ecc

Caro Romano, lei ha parlato della scissione dei socialisti di destra (Ivanoe Bonomi e Leonida Bissolati, ecc.) come di un atto voluto dai medesimi. Perché non dice che a espellerli fu la volontà di Benito Mussolini al congresso di Reggio Emilia? Lo so che vi piace ricordare quella persona come il salvatore degli interessi borghesi. Vi piace la marcia su Roma; non vi piace quando fa mettere le donne distese sui binari per impedire alle tradotte il trasporto dei soldati verso la Libia. Non c’è niente da fare: per essere ricordato dai borghesi bisogna fare quello che piace ai borghesi, altrimenti adattiamoci a morire dimenticati. Leone Faravelli curiosaccio@yahoo.it • Effettivamente avrei dovuto ricordare che certe scissioni, nei partiti politici, furono provocate dalla brutale estromissione di una minoranza. Così accadde quando Mussolini, allora leader della corrente rivoluzionaria, propose al congresso socialista di Reggio Emilia l’espulsione di Bissolati, Bonomi e Cabrini. E così accadde nel novembre 1969 quando Alessandro Natta propose al Comitato centrale del Partito comunista italiano e alla Commissione di controllo la radiazione dei tre redattori del «Manifesto» - Aldo Natoli, Luigi Pintor e Rossana Rossanda - che erano membri del C.C. giusto infine ricordare la partecipazione di Mussolini alle violente manifestazioni contro la guerra di Libia. Per completezza tuttavia è bene aggiungere che a quelle manifestazioni partecipò anche Pietro Nenni, allora definito dalla polizia «un temibile Robespierre ». I due vennero condannati a un anno di prigione e passarono qualche mese insieme nel carcere di Bologna dove strinsero amicizia.