Arrigo Cipriani, Corriere della Sera 16/7/2007, 16 luglio 2007
Gentile professor Ichino, sono titolare dell’Harry’s Bar di Venezia e di molti altri ristoranti a Manhattan, a Londra e in altri luoghi
Gentile professor Ichino, sono titolare dell’Harry’s Bar di Venezia e di molti altri ristoranti a Manhattan, a Londra e in altri luoghi. Fra i suoi commenti, che leggo sempre, mi ha interessato soprattutto il suo ultimo scritto sull’articolo 18, che io considero la prima fonte del precariato in Italia. La stessa norma, ma molto più flessibile, esiste nei nostri locali di New York dove è presente il sindacato. Inoltre, la giusta causa è ben definita dal contratto. Capisco che, anche se c’è stata una rozza malafede quando è stato proposto e poi praticamente annullato il referendum sulla estensione dell’articolo 18 alle aziende con meno di 15 dipendenti, l’argomento sia praticamente intoccabile. Mi sembra però che, partendo dal presupposto noto a tutti (anche ai sindacati) che in una qualsiasi azienda ci sia un 5% di dipendenti cosiddetti "fannulloni", i quali lavorano contro i colleghi e l’azienda, una proposta possibile potrebbe essere l’abolizione del reintegro in assenza di giusta causa per il 5% dei dipendenti. Ferme restando, naturalmente, tutte le altre garanzie per la perdita del posto di lavoro. I risultati potrebbero essere sorprendenti. Per prima cosa verrebbe abolito, come ho detto sopra, il precariato. inutile girare attorno al problema. Le imprese non assumono a tempo indeterminato proprio per le conseguenze dell’articolo 18 legate al reintegro. Le nostre aziende sono state costrette a pagare centinaia di migliaia di euro per eliminare non solo i fannulloni, ma anche i ladri. C’è poi un’altra conseguenza nefasta, chiamiamola così "psicologica": la totale protezione del posto di lavoro crea comunque nei dipendenti un senso di sicurezza che si riflette molto spesso in una diminuzione di produttività. Tutto ciò è tangibile nelle mie aziende. In Italia e, dove ci sono i sindacati negli Stati Uniti, l’impegno dei lavoratori soffre grandemente a causa di questa consapevolezza. In Gran Bretagna e a New York, nei locali senza i sindacati, non solo l’assunzione di responsabilità di chi lavora è molto maggiore, ma nei lavoratori si crea una voglia di cambiare, di provare nuove esperienze che qui, da noi, proprio non esiste. Questa è anche, secondo me, la causa principale del rallentamento dell’economia. Mentre l’imprenditore deve lottare e rischiare continuamente per la sopravvivenza dell’azienda, il lavoratore è invece sempre garantito. Non mi sembra giusto. Non crede che un inizio di discussione si potrebbe ipotizzare su un tetto del 5% libero dal reintegro? Non sarebbe facile, ma potrebbe essere un avvio di dialogo. La ringrazio per l’attenzione. Con molta stima MISTER HARRY’S BAR Arrigo Cipriani, titolare dell’ Harry’s Bar di Venezia, primo di una catena di locali con lo stesso marchio