Daniela Cotto, La Stampa 15/7/2007, 15 luglio 2007
DANIELA COTTO
TORINO
All’inizio erano di latta, rudimentali. Poi c’è stata l’era delle leghe metalliche, fino alle attuali plastiche, sempre più sofisticate, colorate e con interni così curati da invidiare pochissimo agli originali. Macchinine, che passione. Altro che giocattoli: i modellini di auto (ma anche di moto, camion, veicoli speciali) continuano a eccitare la fantasia dei bambini, quando li mettono in fila sognando un giorno di poterli guidare. Ma stuzzicano ancor di più la libidine dei grandi, specialmente dei collezionisti che curano queste miniature in scala con passione maniacale e le adorano come francobolli preziosi o capolavori d’arte. Si fa a gara a chi possiede la teca più bella e luminosa per l’esposizione, si va a caccia del pezzo raro, generalmente modellini degli anni Quaranta e Cinquanta, oppure più recenti tirature limitate.
Quelli realizzati a mano raggiungono quotazioni vertiginose e in qualsiasi collezione fanno «la differenza». Sono passati alla storia marchi celebri come Welly, Maisto, Burago, Ricko, Brumm, Ixo, Universal; e ancora Schuco, Corgi Toys, Mercury, Politoys e Polistil. Hanno popolato la nostra giovinezza e riempito le vetrine di tutto il mondo. Poi sono arrivate le serie speciali in edicola, di ogni specie: un successo strepitoso. Era un gioco, è diventato un business. Oggi sono 145 i produttori autorizzati a livello mondiale, e 161 i marchi di veicoli che vengono «miniaturizzati», molti dei quali scomparsi da tempo. Le storiche «tirano» in modo particolare.
Lo testimonia la mitica Fiat 500, che in Italia guida la hit parade delle automobiline da collezione. Mentre la giovane erede, la nuova citycar appena lanciata, è già diventata status symbol da bacheca, proprio come il modello originale ambitissimo dai vip. I primi modellini della nuova citycar trendy, 20 mila esemplari, sono stati distribuiti con un libro dedicato («500 il ritorno di un mito») da La Stampa e sono andati letteralmente a ruba: a settembre uscirà una nuova serie per accontentare chi è rimasto senza questo prezioso pezzo da aggiungere alla collezione. Un must, un oggetto di culto per chi pratica questo hobby con dedizione quasi religiosa. Oggi possedere una 500 in garage è chic, ma volete mettere sfoggiarla in bacheca?
Lo sa bene Marco Stroppiana, manager della Mondo, azienda specializzata: «Dal giorno in cui è uscita la nuova 500 noi abbiamo già venduto 500 mila esemplari. L’abbiamo riprodotta con una cura minuziosa per le proporzioni, le componenti tecniche ed estetiche, la funzionalità operativa di volante, ruote, portiere, cofani, sedili, la fedeltà dei colori e la ricostruzione dei motori e degli interni».
Questi fascinosi «giocattoli» che raccontano la storia dell’auto si trovano ormai ovunque, non solo nei nei negozi specializzati. Proprio la Mondo, che vende 10 milioni di pezzi l’anno, rifornisce anche tabaccai, autogrill e bazar. Il prezzo varia a seconda dei materiali e delle misure. Quello proposta in scala 1/43 è il modello standard, il prezzo varia dai 3 ai 5 euro. In scala 1/24, più importante con le porte che si aprono e di livello superiore, si viaggia dai 10 ai 15. Per i collezionisti raffinati c’è la riproduzione 1/18 (da 30 a 35). Ma come si costruisce un modellino? Fondamentale, ovvio, ottenere la licenza. Alcune, come quelle delle Ferrari, sono molto costose e non per tutti. «Le Case - spiegano alla Mondo - ci danno il programma, noi studiamo ogni dettaglio per ottenere il massimo realismo. La foto di un modellino deve sembrare quella della macchina vera». I cinesi, anche qui, sono entrati massicciamente nel business. E la maggioranza dei modellini viene oggi costruita nelle aree industriali di Shanghai e Pechino. Fenomeno che ha messo in crisi molti produttori tradizionali.