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 2007  luglio 15 Domenica calendario

ANDREA SORRENTINO

Il nome da imparare per i prossimi anni è Andrew Neil Webster, Andy per amici e tifosi. «Webster chi?», vi chiederete. In effetti non stiamo parlando di una celebrità: difensore centrale della nazionale scozzese, 25 anni, bel fisico, di Andy non si segnalano memorabili imprese in campo, anche se Vieri forse ricorderà di non essere riuscito a fargli gol in uno Scozia-Italia di qualificazione ai Mondiali 2006. Ma da questo giovanotto della brughiera è partito, con ogni probabilità, lo tsunami che può cambiare il calciomercato internazionale, il modo di stipulare i contratti, la valutazione e la quotazione stessa dei giocatori. Un anno e mezzo fa Webster è in lite col suo club, gli Hearts of Midlothian di Edimburgo, perché non gli viene prolungato il contratto che scadrà nel giugno 2007. La rottura è completa quando il presidente degli Hearts, un chiacchierato banchiere russo-lituano di nome Romanov, mette fuori rosa il giocatore. A quel punto Andy, assistito da uno studio legale di Manchester, decide di rescindere unilateralmente il contratto appellandosi all´articolo 17 del regolamento Fifa, in vigore dal 2001 ma a cui fino a quel momento non è mai ricorso nessuno. L´articolo 17 permette a un calciatore con un contratto di durata superiore ai tre anni di svincolarsi al termine del terzo anno oppure, se ha più di 28 anni, di svincolarsi dopo appena due anni. I "paletti" sono tre: bisogna rescindere entro quindici giorni dall´ultima partita giocata, non ci si può trasferire in una squadra dello stesso paese nei successivi 12 mesi, bisogna pagare un indennizzo al club calcolato in base allo stipendio percepito dal giocatore, agli anni di militanza, alla sua età.
Il 4 settembre 2006 la Fifa accoglie il ricorso di Webster (pur squalificandolo per due settimane: aveva comunicato la rescissione del contratto 19 giorni dopo l´ultima partita giocata con gli Hearts), che si accasa in Inghilterra al Wigan, condannandolo a pagare appena 625.000 sterline (circa 1 milione di euro) agli Hearts, che infuriati chiedevano almeno 5 milioni. E´ l´inizio dello tsunami, che tutto può travolgere. «E´ un nuovo caso-Bosman», sintetizzano subito in Inghilterra. E forse è proprio così. Perché il caso-Webster fa giurisprudenza (anche se, ironia della sorte, la vicenda non porta affatto bene al giocatore: la sua avventura al Wigan sarà brevissima, verrà presto girato in prestito ai Glasgow Rangers, dove si infortunerà...) e non a caso una settimana fa Morgan De Sanctis, portiere dell´Udinese, sfrutta l´articolo 17 per andarsene al Siviglia: l´indennizzo al club friulano, calcolano gli avvocati, si aggirerà sui 4 milioni, anche se Udinese e Siviglia stanno cercando un accordo. Subito fioccano i nomi dei giocatori che potrebbero compiere la stessa scelta di De Sanctis: Chivu («Potremmo farlo, ma non vogliamo rovinarci la reputazione», ha detto il manager Becali), Amelia («Ci ho pensato, ma il Livorno mi ha prolungato il contratto», conferma il portiere), ci pensa Pratali in rotta con l´Empoli, se volessero potrebbero farlo persino Del Piero e Totti, e all´estero ecco nomi succulenti come Lampard, Gerrard, Robinho, tanti altri in futuro... Per ora la Figc non ha recepito la norma Fifa, ma in caso di controversia potrebbe esservi costretta.
L´avvocato Mattia Grassani, esperto di giustizia sportiva, nei giorni scorsi ha dato il suo parere alla Gazzetta: «I club cercheranno di cautelarsi e cambierà il modo di stipulare i contratti. Il rimedio più scontato consisterà nel rinnovo dell´accordo economico, quello più sottile nell´integrazione del contatto esistente ma facendo firmare al giocatore una clausola in cui rinuncia alla facoltà di avvalersi dell´articolo 17». Il mercato sta cambiando, cambierà: il prezzo stesso dei giocatori, anche quelli di grido, dovrà calare, perché i contratti dovranno prevedere accordi meno lunghi che in passato e dunque aumenterà la flessibilità del lavoro, dunque la sua incertezza, la sua imprevedibilità. Paolo Vagheggi, manager di De Sanctis assieme a Dario Canovi, conferma: «Premesso che Udinese e Siviglia possono ancora trovare un accordo, è inevitabile che questa storia avrà un effetto su tutto il mercato, abbassando i costi dei cartellini. Del resto calmierare i prezzi era proprio l´obiettivo della Fifa quando ha varato l´articolo 17». Ma c´è un´ovvia controindicazione, la stessa che ha trasformato la legge Bosman, a gioco lungo, in un affare per i club più ricchi: il ricorso all´articolo 17 favorirà le grandi squadre, perché potranno permettersi di pagare gli indennizzi dei giocatori provenienti dai club più poveri, mentre il percorso inverso sarà impossibile. Insomma cambierà tutto, per non far cambiare niente.