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 2007  luglio 15 Domenica calendario

Le hanno messo in mano uno specchio e lei non ha smesso un momento di guardarsi. Felice. Lo specchio rimanda a Yousra limmagine di un volto, il suo, che per sette anni ha avuto il vuoto in mezzo agli occhi

Le hanno messo in mano uno specchio e lei non ha smesso un momento di guardarsi. Felice. Lo specchio rimanda a Yousra limmagine di un volto, il suo, che per sette anni ha avuto il vuoto in mezzo agli occhi. Adesso, invece, c’è un naso. Come quello della bambola, che lei indica con orgoglio ai medici e ai genitori. E fa capire a gesti che finalmente sono uguali. Non è successo come all’assessore collegiale Kovalev, in uno dei magistrali Racconti di Pietroburgo di Nikolaj Gogol. Yousra il suo naso non l’ha perso una mattina come quello di Kovalev, che aveva deciso di scappare. Semplicemente, non l’ha mai avuto. La bimba marocchina è nata con un’arinia, una malformazione congenita di eccezionale rarità. A Yousra mancavano non solo la piramide nasale ma anche le coane, i canali di comunicazione con l’apparato respiratorio. Il 2 luglio scorso, Yousra ha compiuto sette anni ed è stato il compleanno più bello della sua vita: all’ospedale San Paolo di Milano ha potuto spegnere le candeline, soffiando anche con il naso. Il «suo» naso. Costruito dal professor Roberto Brusati, direttore della chirurgia Maxillo-facciale, e da un’équipe multidisciplinare dopo tre mesi di lavoro e altrettanti interventi. Così la piccola ha coronato il suo sogno ed è anche entrata nel Guinness dei primati. In Italia non è mai stato trattato un caso di arinia con ricostruzione dei condotti e della piramide e in tutto il mondo i casi registrati erano due: uno in Svizzera, l’altro negli Stati Uniti. Yousra è stata curata all’ospedale San Paolo grazie all’interessamento della sezione palermitana di un’associazione umanitaria alla quale il papà della bimba, che lavora a Palermo, si era rivolto per segnalare il caso. La Regione Lombardia si è accollata le spese di intervento e di ricovero della bimba. «Niente di nuovo sotto il sole – minimizza Brusati – . , in pratica, un vecchissimo procedimento indiano di ricostruzione del naso, che risale al 2.100 avanti Cristo». In India era frequente l’adulterio la cui punizione consisteva, come per i prigionieri di guerra, nell’amputazione della piramide nasale. Allora Sarubita, della casta dei fabbricanti di mattoni, descrisse la tecnica ricostruttiva del «lembo indiano ». Come funziona? «Con il primo intervento, il 28 marzo, abbiamo scavato l’osso fino a raggiungere la gola. Per creare un condotto più largo, il mascellare superiore è stato fratturato e abbassato. Nello stesso tempo, è stato messo un espansore, cioè un palloncino posizionato sottocute sulla fronte e gonfiato ogni due o tre giorni attraverso un tubicino e una valvola con una soluzione fisiologica». Allargando la superficie dell’epidermide, si è formata una specie di arancia. Dalla parte centrale è stato ricavato il lembo di pelle, poi ruotato verso il basso. Le due parti laterali, invece, sono state ricucite. Nel secondo intervento, l’11 giugno, è stato rifatto il dorso del naso. L’impalcatura è stata ottenuta da un innesto di costola, prelevato dal torace della bimba e poi stabilizzata con microplacche di titanio. «Sull’osso, abbiamo poi "girato" il lembo di pelle della fronte» aggiunge il chirurgo. Ultimo passaggio, il distacco del ponte cutaneo che collegava ancora il naso ricostruito alla fronte. «La mamma ci ha spiegato che la figlia era terrorizzata – racconta Brusati – , perché temeva che le portassimo via il suo nuovo naso. Adesso il naso funziona; ha solo bisogno di qualche ritocco, per "smagrire" la radice del lembo». Yousra è tornata a casa, in Marocco dai suoi tre fratelli con mamma Habiba. Papà Azuz continua a lavorare a Palermo. La bimba potrà condurre una vita assolutamente normale, anche se il suo è solo un condotto d’aria senza capacità olfattive. Quali prospettive apre l’intervento? «Nessuna perché l’arinia è una patologia rarissima – risponde Brusati ”. Fino al 2004 sono stati descritti in letteratura meno di 25 casi, dei quali pochissimi operati». Anche le cause dell’arinia restano misteriose. Gli studi sulla genetica hanno portato a poco. Alcuni hanno riscontrato anomalie al livello del cromosoma 9, dove si trovano geni importanti per l’orientamento sessuale, il cancro e le malattie neurodegenerative. Ma il gene- padre della arinia non è stato ancora scoperto.