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 2007  luglio 13 Venerdì calendario

IN FONDO L’ARTICOLO DI FOSCHI


16 - Sarà una coincidenza. Ieri pomeriggio il Campidoglio ha rinviato di qualche giorno la conferenza stampa di presentazione della Festa dell’Energia, prevista per oggi alla presenza di Sua Bontà Walter Veltroni e dell’Etrusco Fabiano Fabiani, presidentissimo di Acea. Ufficialmente il rinvio è stato motivato da un imprevisto impegno del sindaco. La decisione, guarda caso, è stata presa però dopo che lo staff di Veltroni ha saputo che il Corriere aveva in cantiere un’inchiesta sui troppi blackout di Acea. Per non oscurare la festa dell’Energia con le polemiche tutto rinviato. L’opposizione capitolina però incalza. Secondo Forza Italia, i dati del Corriere confermando che ”aveva ragione Bernardo Pizzetti (ex presidente dell’Autorità di controllo della qualità dei servizi pubblici del Comune)", licenziato in tronco da Veltroni per aver criticato Acea.

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3 – FABIANI SPEGNEREBBE MIELI
Sono in molti a sperare che l’Etrusco presidente dell’Acea, Fabiano Fabiani, in questo weekend non si rechi a Capalbio e vada a sbattere in faccia a Paolino Mieli. Se questo incontro si dovesse verificare, gli intellettuali come Furio Colombo e Asor Rosa che riparano i residui di cervello sotto gli ombrelloni dell’Ultima Spiaggia, vedranno le acque del Tirreno tingersi di rosso.

(Fabiano e Lilli Fabiani - Foto U.Pizzi)

no Fabiani infatti da questa mattina non è incazzato, ma superincazzato con Paolino Mieli perchè sull’inserto romano del "Corriere della Sera" appare oggi un micidiale articolo contro l’Acea, la municipalizzata di Roma che l’Etrusco-veltroniano presiede dall’ottobre 2003. Secondo il giornalista Paolo Foschi, autore del pezzo, l’azienda romana detiene la maglia nera nella classifica delle società elettriche per le continue interruzioni della corrente. Nel 2006 - scrive il giornale - i blackout complessivi sono stati di quasi 34 minuti, una media peggiore di quella dell’Enel in Campania.

Per Fabiani e per la sua immagine di manager, coltivata scientificamente in tutti i salotti del potere capitolino, è una botta durissima. A questa si aggiungono le critiche per le resistenze che sta dimostrando di fronte a qualsiasi ipotesi di alleanza con altre municipalizzate. Da mesi si parla di un possibile accordo con Hera, la società di Bologna guidata dal prodiano Tommaso Tomasi di Vignano, ma di fronte alle ripetute sollecitazioni, l’Etrusco salottiero (ieri a colazione era attovagliato al Bolognese con il finanziere Sandro Pansa, figlio di Giampaolo) continua a staccare la luce.

CORRIERE DELLA SERA, 13/7/2007
PAOLO FOSCHI
Maglia nera. Acea, con un vero e proprio salto nel buio, è balzata al primo indesiderato posto nella classifica delle società elettriche per le interruzioni della corrente più lunghe. I romani se ne erano accorti da tempo. La luce va e viene troppo spesso nelle case. Per non parlare delle strade che ogni tanto piombano nell’oscurità. Negli ultimi mesi, poi, a Roma ci sono stati due «blackout» clamorosi: prima quello causato dall’incendio delle gallerie di servizio di Ponte Nomentano, a Montesacro. E, la settimana scorsa, quello di dimensioni più ridotte, causato dall’incendio di alcuni cavi in via delle Botteghe Oscure. Ora la sensazione a pelle è confermata da dati ufficiali.
La media nelle città italiane delle «interruzioni con responsabilità del gestore » (esclusi dunque i lavori o altri fattori esterni) è stata nel 2006 di quasi 34 minuti. La municipalizzata romana, controllata al 51% dal Comune, ha registrato invece circa 58 minuti di stop fuori programma. Quasi il doppio, rispetto al resto del Paese. Un’enormità, anche se la situazione è leggermente migliorata rispetto ai quasi 60 minuti dell’anno precedente. L’azienda capitolina ha fatto peggio anche di Enel Distribuzione in Campania, che a Napoli e nelle altre città della regione è scesa in media da poco più di 61 minuti del 2005 ai 48 e mezzo registrati nei dodici mesi successivi. quanto emerge dalle rilevazioni dall’Autorità per l’energia, appena pubblicate su Internet (www.autorita.energia.it).
La società guidata da Fabiano Fabiani e Andrea Mangoni esce dunque un po’ malconcia dal confronto con i concorrenti, anche se per alcuni indicatori, come le interruzioni nelle zone a media e bassa concentrazione (in pratica fuori delle aree urbane), non è in pole position. Secondo gli analisti del settore, però, gran parte della responsabilità è legata a scelte di investimento sbagliate nelle gestioni precedenti. In pratica, sarebbe l’eredità delle avventure finanziarie finite male nella telefonia con Atlanet e Ipse, che hanno bruciato diverse decine di milioni di euro. «A partire dalla seconda metà degli anni Novanta c’è stata una certa tendenza a dirottare le risorse su attività esterne al core business - spiegano da una primaria banca d’affari - e Acea ha trascurato gli investimenti sulla rete». Il nuovo management a partire dal 2004 ha lanciato una campagna massiccia di potenziamento sulle infrastrutture. I risultati però arriveranno - se arriveranno nei prossimi anni. E intanto si pagano gli errori del passato.
I numeri parlano da soli. In tutte le città italiane c’è molta più luce, rispetto a Roma. Aem Milano (25 minuti e 26 secondi), Aem Torino (23 minuti e 34") Enel Toscana (21 minuti e 52") e Hera Bologna (17 e 27" ) hanno interruzioni molto più brevi. E anche società che partivano da situazioni ben peggiori, ora offrono un servizio da questo punto di vista nettamente migliore.
Nel 1998, primo anno sotto la lente dell’Autorità, Acea registrò poco più di 73 minuti di blackout. Nella città siciliane i minuti di buio furono 145, In Campania oltre 10 (tre ore), in Calabria 140. Gli altri gestori però sono riusciti a ridurre drasticamente le interruzioni.
Acea invece no. Il trend di miglioramente nella Capitale è stato lentissimo. Anche perché la municipalizzata ha perso tempo prezioso: nel 2002, infatti, il numero dei minuti senza luce era praticamente invariato rispetto al 1998. Cinque anni bruciati, mentre le società concorrenti avevano già avviato il risanamento. Il piano decennale di investimenti nella rete da quasi 800 milioni di euro è stato infatti avviato solo nel 2004. In ogni caso Enel Sicilia, che cinque anni fa era allo stesso livello di Acea (72 minuti di buio), è riuscita a fare decisamente meglio della municipalizzata del Campidoglio. Qualcosa, dunque, forse ancora non va.