Dagospia 13/7/2007, 13 luglio 2007
2 – IERI IL CURARO, OGGI IL MIELE: LA SVOLTA DI ”REPUBBLICA” SU GERONZI
Quando stamane Cesarone Geronzi è entrato in Rcs per la riunione del Patto di sindacato che controlla il "Corriere della Sera", non aveva l’aria distesa e sorridente. A rendergli storta la giornata è stata la lettura del "lenzuolo" di complimenti che gli ha dedicato la "Repubblica" in un articolo di un’intera pagina firmato dai giornalisti Andrea Greco e Dario Cresto-Dina.
Più che un articolo è un monumento che viene presentato con il titolo roboante: "Milano attende il "cardinale" Geronzi", ed è talmente elogiativo da creare sospetti nel nuovo-Grande Vecchio della finanza italiana.
Nel testo si trova l’intera collezione di complimenti e di attributi che sono stati spesi negli ultimi mesi verso il banchiere di Marino, che dopo essere sbarcato sulla poltrona di Enrico Cuccia, si propone di essere il grande pacificatore. L’elogio sperticato contiene anche qualche imprecisione, come quella ad esempio che vorrebbe il Geronzi "milanese" intenzionato a dormire nella superforesteria della Banca di Roma, in piazza Edison, quando tutti sanno che scende da sempre nel migliore albergo della città.
Accanto a questo dettaglio assolutamente marginale, l’articolo-monumento di "Repubblica" aggiunge che Cesarone "mangia quasi sempre da solo. Piatti dietetici. Molte verdure, spaghetti al pomodoro, paillard, acqua senza bollicine, qualche volta un calice di vino". E come se non bastasse, per arricchire il monumento "Repubblica" aggiunge il commento di una bella signora che estasiata dall’arrivo dell’uomo di Capitalia dichiara: " adesso abbiamo due cardinali. Uno è Dionigi Tettamanzi e sta in piazza Fontana, l’altro è Cesare Geronzi e starà in piazzetta Cuccia".
Che Milano fosse una città molto più provinciale di quanto solitamente si creda, è cosa nota; meno conosciuto era il provincialismo di un giornale come "Repubblica" che con la penna al curaro di Alberto Statera ha sparato fino a poche settimane sventagliate di mitra all’altezza d’ombelico del banchiere di Marino.
Il caldo d’estate si fa sentire anche nelle redazioni.