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 2007  luglio 13 Venerdì calendario

FRANCESCO MANACORDA

MILANO
Un mese fa l’addio di Cesare Romiti a Gemina, ieri il distacco definitivo tra la finanziaria e RcsMediagroup. Con un passaggio di azioni ai blocchi, Gemina ha ceduto il suo 1% della società che edita anche il Corriere della Sera ad altri aderenti al patto di sindacato. A un prezzo di 4,228 euro per azione, in linea con le quotazioni di ieri, che le consente di portare a casa un assegno di 31,3 milioni e una plusvalenza di quasi 11 milioni di euro. Positivo il responso della Borsa: il titolo Gemina ha guadagnato ieri il 4,26% a 3,252 euro, quello Rcs 1,2% a 4,215 euro.
A dividersi l’1% di Rcs ancora in mano a Gemina sono stati in primo luogo Diego Della Valle e la Pirelli - che arrivano così entrambi a detenere circa il 5,07%, seguite da Fonsai (che sale al 5,25%) e Italmobiliare del gruppo Pesenti (7,17%), dalla Sinpar della famiglia Lucchini (1,97%), da Merloni Invest (1,58%) e da Capitalia, che tocca il 2,052%. Non sale invece, rimanendo al 4,76%, Intesa-Sanpaolo, che pure aveva la facoltà di accrescere la propria quota sindacata fino al 5,05%. Ritocchi di entità minima ma significativi, visto che Rcs è uno dei «salotti buoni» dove si concentrano i grandi nomi del capitalismo italiano. E specie in un momento come questo, con i rapporti tra il polo Unicredit-Mediobanca e quello Intesa-Sanpaolo ai minimi termini, assume una qualche rilevanza «politica» sia il lieve incremento di Capitalia - destinata a confluire proprio in Unicredit - sia il fatto che Intesa-Sanpaolo resti ferma, mostrando così di non essere interessata a un arrotondamento della propria quota, già vicina al limite massimo previsto dal patto. Proprio il presidente di Intesa-Sanpaolo, Giovanni Bazoli, aveva detto alcune settimane fa di essere «pronto a seguire» la proposta di Alessandro Profumo e Cesare Geronzi, quest’ultimo da poco insediato al vertice di Mediobanca - perché le banche uscissero dall’azionariato di Rcs. Ma l’argomento non sembra assolutamente essere sulle agende dei grandi azionisti della società editoriale e quindi si può ritenere che non verrà affrontato alla riunione del patto di sindacato Rcs in programma per oggi prima del consiglio d’amministrazione dove l’ad Antonello Perricone illustrerà il nuovo piano industriale del gruppo. Nessuna novità in programma nemmeno per l’eventuale sostituzione dell’ex presidente di Mediobanca Gabriele Galateri di Genola nel consiglio e nel patto di Rcs. Allo stato delle cose Galateri, che adesso è solo consulente di Mediobanca, dovrebbe mantenere le cariche che ha sia nel patto parasociale sia in consiglio, dove è vicepresidente. Qualche evoluzione di potrebbe avere dopo la fine di luglio, quando Unicredit e Capitalia si fonderanno definitivamente e Cesare Geronzi, oggi nel patto Rcs in rappresentanza della banca romana, si troverà probabilmente nella condizione di rimanere nel patto con il «cappello» di Mediobanca.