Luca Ricolfi, La Stampa 13/7/2007, 13 luglio 2007
Durante il regno di Tullo Ostilio, nel VII secolo avanti Cristo, Roma e Alba Longa erano impegnate in un sanguinoso conflitto
Durante il regno di Tullo Ostilio, nel VII secolo avanti Cristo, Roma e Alba Longa erano impegnate in un sanguinoso conflitto. Per evitare ulteriori spargimenti di sangue fra i due eserciti, i sovrani delle due città decisero di affidare le sorti del conflitto a una sorta di duello finale fra i tre migliori combattenti di Roma e i tre migliori combattenti di Alba Longa. La scelta cadde sui tre gemelli Orazi per Roma, e sui tre gemelli Curiazi per Alba Longa. Inizia il combattimento e in breve tempo due Orazi su tre restano uccisi. L’Orazio sopravvissuto, vistosi in grave inferiorità numerica, decide di agire d’astuzia. Anziché affrontare i tre Curiazi in uno scontro impari, uno contro tre, finge di fuggire verso Roma, facendosi così inseguire dai Curiazi che però - essendo l’uno illeso e gli altri due feriti - finiscono col distanziarsi tra loro. A questo punto l’Orazio superstite si lascia raggiungere dall’unico Curiazio illeso e, voltandosi a sorpresa, lo trafigge uccidendolo. poi un gioco da ragazzi farsi raggiungere dagli altri due, stanchi e feriti, e ucciderli uno dopo l’altro. Così Roma conserva le sue truppe e, senza colpo ferire, sottomette Alba Longa.