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 2007  luglio 13 Venerdì calendario

IÁRRITU Alejandro Città del Messico (Messico) 15 agosto 1963. Regista • «[…] Il regista più ”hot” del momento, il capofila della nouvelle vague messicana, l’alfiere del cinema indipendente, un campione indiscusso di fascino virile

IÁRRITU Alejandro Città del Messico (Messico) 15 agosto 1963. Regista • «[…] Il regista più ”hot” del momento, il capofila della nouvelle vague messicana, l’alfiere del cinema indipendente, un campione indiscusso di fascino virile. Mettetela come vi pare, ma in una ideale classifica degli attuali protagonisti del cinema Alejandro Gonzalez Inárritu [...] tre film premiatissimi - Amores Perros, 21 grammi, Babel - è il numero uno. ”Sarà [...] Quello che mi preme è continuare a esplorare la natura umana. A torto o a ragione, vorrei che il mio lavoro spingesse il pubblico a porsi delle domande” [...] con gli amici Alfonso Cuaròn e Giullermo De Toro [...] ha fondato una società chiamata ”Cha-cha-cha” [...] ”[...] cambio spesso idea: sono l’incubo di me stesso! [...] Non ho mai lavorato con i soldi degli studios. In quella comunità globale che è il nostro ambiente, cerco finanziamenti un po’ dappertutto. Il mio cinema continua a essere una Babele [...] Mi sono trasferito a Los Angeles nel 2001, quattro giorni prima dell’11 settembre e ho visto il Paese cambiare. Oggi è una dittatura retta da Bush, un fascista travestito da democratico, e governata da un sistema sofisticatissimo di manipolazione dell’opinione pubblica. Metà della popolazione odia il presidente, l’altra metà lo appoggia. una spaccatura antropologica inquietante ma interessantissima che mi spinge a descrivere le angosce, le incomprensioni dei nostri tempi [...9 Con Cuaròn e Del Toro siamo amici da una vita. Abbiamo cominciato insieme, oggi ci rispettiamo, ci ubriachiamo, ci prendiamo in giro. Ma crediamo fermamente nello stesso comandamento: dire la verità, essere onesti, dare nel cinema il meglio di noi. Ecco perché abbiamo creato la casa di produzione ”Cha-cha-cha’. Speriamo di ballare a lungo! [...] Sono un regista autodidatta, la strada è stata la mia scuola. Ho imparato molto presto a sopravvivere per un anno con mille dollari. Ho cominciato intrattenendo il pubblico della radio, poi ho diretto spot pubblicitari e ho capito il potere che hanno le immagini di scuotere le coscienze [...] Girare un film è come fare l’amore. Quando passi al montaggio, è il momento dell’orgasmo. Due fasi complementari, entrambe cariche di adrenalina [...] Sventolare la bandiera del nazionalismo è sbagliato, spesso nasconde odio e intolleranza. L’arte è universale, guai se rimane legata al concetto di confine. I miei film non necessariamente devono rispecchiare un contesto messicano. Non importa dove e con qualsi soldi li faccio. L’importante è che siano veri [...] La famiglia è al centro delle mie storie perché la considero il nucleo della società. Il rapporto con i consanguinei definisce la nostra identità. Il dolore più grande di un individuo è la perdita di una persona cara: per questo la morte ricorre spesso nei miei film [...] Ammiro Hanneke, Dreyer, Kurosawa, Sokurow, Wong-Kar-wai. E il turco Yilmaz Guney: decisi di fare il regista dopo aver visto Yol [...]”» (Gloria Satta, ”Il Messaggero” 13/7/2007).