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 2007  luglio 11 Mercoledì calendario

ROMA – Alla fine vince chi quasi certamente vincerà anche le primarie del prossimo 14 ottobre. E cioè Walter Veltroni

ROMA – Alla fine vince chi quasi certamente vincerà anche le primarie del prossimo 14 ottobre. E cioè Walter Veltroni. Perché alla fine di una riunione più che animata, il Comitato dei 45 del Partito Democratico quasi blinda il suo nome ammettendo più liste collegate ad una sola candidatura e vietando il voto disgiunto. Rosy Bindi si astiene, Arturo Parisi vota contro, Enrico Letta prende tempo prima di decidere se accettare la sfida: «Dopo queste regole devo riflettere bene». Ma la maggioranza del futuro Pd, composta dai dirigenti di Ds e Margherita, applaudono. Piero Fassino, che parla di «straordinaria occasione democratica », si era battuto per un unico listone riformista, ma ieri è prevalsa l’idea di liste al plurale per permettere alle «diverse anime» del partito, che sono soprattutto quelle che si riconosceranno in Veltroni, di esprimere le loro diversità. Come avverrà per i popolari della Margherita e o per l’area vicina al cosiddetto «partito dei sindaci». Per la presentazione delle liste si potrà attendere fino a al 20 settembre, per il candidato alla segreteria del Pd invece ci sarà tempo solo fino al 30 luglio. Enrico Letta, che al Comitato si è battuto per il voto disgiunto (così come per l’elezione dei sindaci), ora ha qualche dubbio in più. Ma non ha affatto deciso di mollare. Mentre la ugualmente scontenta Rosy Bindi sembra ancor più motivata a correre per la segreteria. Più arrabbiato di tutti appare Arturo Parisi: «Abbiamo approvato le regole, non i comportamenti». E con lui tutti i prodiani che avrebbero voluto far passare il principio «un candidato, una lista». Vicino a queste posizioni è sempre stato anche lo stesso Presidente del Consiglio. Che però, alla fine della riunione, è apparso soddisfatto: « stata una bella discussione e le votazioni si sono concluse a larghissima maggioranza». Prima della riunione, aveva scherzato sui candidati: «Oltre a Veltroni c’è Franceschini ». Facendo il nome dell’unico ticket finora ufficializzato. Ovviamente soddisfatto è anche Walter Veltroni. Che però avverte: «Se sarò candidato non accetterò che siano collegate alla mia candidatura liste che non siano espressione delle diverse anime del Pd». E ancora: «Facciamo attenzione a non trasformare un processo innovativo in una caricatura». Ma a far discutere i 45 «saggi » del Pd sono state anche le regole delle liste: alla fine si è scelto che siano «bloccate», cioè senza le preferenze. E inoltre che vengano composte all’insegna della parità obbligatoria dei sessi: metà uomini e metà donne, fra gli applausi della componente femminile del Comitato. Che sottolinea in coro: « la prima volta che in Italia succede una cosa del genere». Infine è stata risolta la querelle sui soldi che verranno chiesti a chi voterà alle primarie: 5 euro, con prezzo ridotto a 2 euro per chi ha meno di 25 anni. Con buona pace del tesoriere diessino Ugo Sposetti che ne aveva chiesti dieci.