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 2007  luglio 11 Mercoledì calendario

L’emergenza acqua in Puglia Sono così indignata che stento a trovare le parole per esprimere tutta la rabbia, lo sconforto, la ribellione per quello che sta accadendo a Taranto

L’emergenza acqua in Puglia Sono così indignata che stento a trovare le parole per esprimere tutta la rabbia, lo sconforto, la ribellione per quello che sta accadendo a Taranto. La città, che di recente è salita agli onori (?!) della cronaca per lo stato disastroso delle finanze del Comune, vive ora un’altra emergenza: la mancanza d’acqua. Da un giorno all’altro i rubinetti sono rimasti a secco e la gente vive in una situazione inimmaginabile. Nessuno sa dare una motivazione, né dire quando e se si tornerà alla normalità, intanto non si può cucinare, non ci si può lavare, non si possono pulire i gabinetti; la salute della popolazione è a rischio. I mezzi di comunicazione, che pure hanno (e giustamente!) diffuso la notizia del mancato smaltimento di rifiuti in Campania, tacciono, inspiegabilmente, preferendo informarci sui flirt estivi dei vip di turno. Se si vuole una rivoluzione violenta questo è il miglior metodo per provocarla! ELENA DE GAETANO Speriamo che quando questa sua lettera sarà pubblicata, l’emergenza acqua sarà stata superata. Ma non credo. Le dimensioni della crisi che lei ci segnala sembrano molto serie. Al punto da configurare forse la più grave crisi finora presentatasi al governatore pugliese. Tiro in ballo il governatore Vendola perché le responsabilità per l’approvvigionamento dell’acqua in Puglia sono equamente (o quasi) divise fra Regione, Autorità di bacino, Aqp, l’acquedotto pugliese, Ato, l’Autorità di ambito territoriale ottimale e, aggiungerei, anche il Ministero delle Infrastrutture. Le ultimissime sulle ragioni della scarsità è che dipende dalle fonti irpine, le sorgenti del Sele e del Calore, da dove traggono alimento i corsi d’acqua che arrivano nella Puglia meridionale, rimaste quasi a secco a causa della scarse nevicate di questo inverno. Il risultato è che oggi in Puglia mancano 1.500 litri di acqua al secondo. L’Aqp attribuisce l’emergenza sia all’«insolito andamento climatico, avaro di precipitazioni» dell’ultimo inverno, sia alle alte temperature delle ultime settimane che hanno determinato un «aumento anomalo dei consumi». Ma è proprio la lontananza nel tempo delle cause della siccità ad alimentare i dubbi: come mai non si è intervenuti prima? E non è forse vero che - stando a quel che leggiamo sui giornali locali - poco più di due mesi fa, nonostante il 12% di riserve di acqua in meno negli invasi, per l’Aqp la situazione non destava allarme? Inoltre, la dipendenza della Puglia da accordi con altre regioni per la propria acqua rende il problema quasi strutturale: perché allora arrivare a una crisi? La sua rabbia, cara lettrice, rispecchia quella di una gran parte dei cittadini della Puglia, alimentata dai soliti episodi di trascuratezza che in una crisi seria non mancano mai: il numero verde dell’Aqp, ad esempio, squilla a vuoto. Neppure i Vigili del fuoco, pare, sono riusciti a mettersi in contatto per un po’ di tempo. Governatore Vendola, ci stiamo sbagliando?