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 2007  luglio 11 Mercoledì calendario

Qualcuno ha intravisto una first lady l’altra sera sotto la tenda stile Chicago Anni 40 voluta da Valentino per festeggiare i suoi 45 anni di moda

Qualcuno ha intravisto una first lady l’altra sera sotto la tenda stile Chicago Anni 40 voluta da Valentino per festeggiare i suoi 45 anni di moda. Tra Claudia Schiffer, Caroline di Monaco, principesse e star di Hollywood è apparsa anche Flavia Prisco, ossia la signora Veltroni che fino a quel momento aveva fatto del «non esserci» la sua regola di vita (l’unica uscita: per sostituire il marito malato al comizio finale nella campagna per la rielezione a sindaco). Poi qualcosa è successo, forse la decisione del marito di scendere in campo come futuro leader del partito democratico, e lei si è infilata un abito da sera («abito lungo di rigore», recitava il cartoncino d’invito) e ha percorso il red carpet insieme a Walter, con il sorriso timido di sempre e un’espressione un po’ da «chi me lo ha fatto fare». Ma per una volta c’era e non è riuscita a mimetizzarsi, molto elegante con una giacca di seta con motivi etnici rossi e neri, larghi pantaloni palazzo, capelli perfetti da parrucchiere, trucco leggero. «Bellissima», ha decretato il padrone di casa. «Ma veramente è la moglie di Veltroni?», si chiedevano gli invitati che commentavano come era apparso triste la sera prima, al pranzo di gala al Tempio di Venere Silvio Berlusconi «single». Mentre ecco la coppia Veltroni, unitissima. Lei gentile che sorride e chiacchiera, timidamente, con tutti, poi si siede al suo tavolo, accanto a Barbara Palombelli, moglie di Francesco Rutelli, in bianco Valentino. Una sera al ballo per la moglie di Veltroni che a mezzanotte ancora non ha perso la scarpetta ma ascolta il concerto di Annie Lennox. Un cambiamento che fa dire a Beppe Modenese, presidente onorario della Camera della moda: «Finalmente! Flavia Veltroni ha un magnifico portamento e bellissimi lineamenti, grande classe, potrebbe essere una Jackie italiana ma meno arrogante». Una specie di laurea per la moglie dell’aspirante leader del partito democratico e i guru dei sondaggi sono già all’opera per capire quanto può valere in punti di gradimento. L’uscita mondana della Veltroni provoca una reazione a catena di commenti. E una certa invidia verso Valentino, responsabile di questo nuovo corso. C’è chi pone molte speranze nella riluttante Flavia. «Abbiamo bisogno di chi ci rappresenti all’estero», dicono in coro i maestri della couture italiana che in questi giorni mostrano le loro collezioni a Roma e si lamentano della signora Prodi a cui nulla importa di essere elegante. «Finalmente abbiamo una bella signora, di uno chic naturale che potrebbe indossare benissimo i nostri abiti diventando ambasciatrice del made in Italy», dice Raffaella Curiel che ieri sera a palazzo Valentini ha presentato una collezione ispirata alla «Recherche» di Marcel Proust. «Per la signora vedrei uno dei miei tailleur ”doppi”, basta cambiare la gonna e si usano sia per la mattina che per la sera». Fausto Sarli, invece, ha disegnato per la Veltroni un cappottino-mantella essenziale, «discretamente chic», spiega. «E’ una bellissima donna la moglie di Veltroni e sarei onorato di vestirla. E’ vero ha qualcosa di Jacqueline Kennedy, ma ha un sorriso più aperto meno, algido. La collezione che ho disegnato quest’anno è perfetta per lei, basata sulla pulizia e semplicità delle linee». Anche Lorenzo Riva, ha in testa la sua idea di first lady veltroniana: «La moglie del sindaco di Roma è una donna radical-chic che dimostra di non avere molto tempo per gli abiti. Le basta però un tocco per far rivivere lo stile di Jackie Kennedy, semplice ma di impatto. Alta, raffinata, finalmente ha dimenticato la sua proverbiale ritrosia a mostrarsi agli eventi. Spero esca sempre più spesso e amerei anche vestirla: per lei un tubino plissé, un lungo abito nero semplice ma con uno spacco sexy». Chissà cosa dirà adesso lui, Walter che dedica ogni suo libro a lei: «Flavia, per i nostri ottomila giorni di emozione e di scoperta». Adesso una scoperta nuova: avere in casa una nuova Jackie.