Varie, 11 luglio 2007
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Santori Angelo
• Gorga /Roma) 24 marzo 1948. Politico • «[…] dirigente di Forza Italia, già deputato in due legislature e, il 9 aprile del 2006, primo dei non eletti tra i forzisti nella circoscrizione Lazio 1, davvero è convinto di essere solo un grande amico e forse fan di Cesare Previti e non, piuttosto, anche e soprattutto la sua controparte? “Io sono un amico personale, di Cesare. Basta. Nient’altro. Non c’entra niente il fatto che sia arrivato decimo in lista, e che quindi ora sia il primo tra i non eletti”. No, se permette, c’entra. Perché secondo quanto deciso dalla giunta della Camera, l’elezione a deputato di Previti è da ritenersi decaduta. “Ascolti bene: a me non piace approfittare delle disgrazie di un amico”. Guardi che non sembrano disgrazie: il suo amico Cesare è stato condannato a 6 anni di carcere per “corruzione” e, come pena “accessoria”, gli sono persino stati interdetti, in eterno, i pubblici uffici. “E io mi inchino, mi inchino, mi inchino... davanti alle sentenze. Ma resto, lo scriva pure, con le mie idee”. Che sarebbero? “Colpiscono Cesare per colpire Silvio [..] Sono tornato ad essere quello che ero prima che Silvio mi chiamasse in politica: un funzionario della Confagricoltura. Mentre, politicamente, sono il capo vicario di Forza Italia nella provincia di Roma [...] io rinuncerei, e mi piacerebbe che ci fosse, per solidarietà, una catena di rinunce. Solo non sono tanto sicuro che chi mi viene dietro, in lista, sia troppo d’accordo... [...]”» (Fabrizio Roncone, “Corriere della Sera” 11/7/2007).