Varie, 11 luglio 2007
RAJO
RAJO Paolo Napoli 24 febbraio 1954. Giornalista. Candidato alle politiche del 2006 (Udeur) in Australia, nel luglio 2007 diffuse un filmato in cui si mostravano presunti brogli. «’In garage c’è mio figghiu cu ati boy friend che ti stanno a riempire le tue ballot paiper”. Ballot paiper sta per schede elettorali. E la frase in stile Little Italy era rivolta ai baffoni di Paolo Rajo, candidato all’estero per le elezioni dell’aprile 2006. Correva per l’Udeur, al Senato. Giornalista e uomo di spettacolo molto conosciuto nella comunità italiana australiana, era andato in una casa di Sydney per raccontare come stavano votando i nostri connazionali. ”Sono entrato nel garage – racconta Rajo, che poi non è stato eletto – e ho visto un tavolo con un centinaio di schede che quei ragazzi erano pronti a riempire”. Troppe per una sola famiglia. Rajo capisce che c’è qualcosa di strano: rifiuta il gentile aiuto ma con il suo telefonino filma l’operazione che prende un’altra piega. Il video, finito [...] sul sito internet della Repubblica, riapre la battaglia sulla regolarità delle elezioni. Il voto all’estero (4 senatori all’Unione, 2 alla Cdl) è stato decisivo per la vittoria di misura dell’Unione a Palazzo Madama. Cosa si vede in quel filmato di quasi tre minuti? Non vengono mai inquadrati volti, si sente solo la voce del giornalista candidato dell’Udeur. Quattro le schede che vengono votate e messe nelle buste: due per Antonino Randazzo, due per Marco Fedi, candidati dell’Unione che saranno tutti e due eletti. Nel suo commento fuori campo, Rajo sembra scherzare in stile Striscia la notizia: ”Perché stanno tutte in fila? Ah, per fare prima. Tutte all’Unione? Un voto per me non ci esce? Non si può sapere chi ve l’ha commissionato, no eh!”. Ma nei giorni successivi prende la cosa sul serio. A far aggravare la situazione è un altro fatto che Rajo non racconta nel video ma che segnala alla polizia di Sydney. Negli stessi giorni nei cassonetti dell’immondizia della città vengono ritrovate seimila schede elettorali del Senato. Tutte votate, tutte per l’Udeur e, quindi, tutte per lui. La polizia fa qualche controllo ma poi lascia cadere la cosa. ”Quel video – racconta Rajo – l’ho girato almeno una settimana prima che si votasse in Italia. E quella ripresa l’ho subito inviata via e mail all’Udeur. Nessuna risposta, nulla. Dopo le elezioni ho chiesto centinaia di volte spiegazioni chiarimenti. Nulla, assolutamente nulla”. [...]» (Lorenzo Salvia, ”Corriere della Sera” 12/7/2007).