varie, 11 luglio 2007
Tags : Franco La Rupa
LaRupa Franco
• Amantea (Cosenza) 25 ottobre 1958. Politico. Capogruppo dell’Udeur in Consiglio regionale (Calabria). Una condanna per concussione e un’altra per corruzione, nel 2007 accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. I coordinatori regionali dell’Udeur lo hanno immediatamente sospeso dal partito. «Sebbene fosse considerata una cosca di secondo piano nel panorama criminale calabrese, i Forastefano di Cassano sarebbero riusciti a far eleggere il consigliere regionale dell’Udeur Franco La Rupa, un ”amico” – indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio – attraverso il condizionamento del voto in un territorio, l’alto Ionio cosentino che, come spiega il procuratore aggiunto della Dda di Catanzaro, Mario Spagnuolo, ”è stato sottratto al controllo dello Stato”. La faida aperta e vinta contro il clan degli ”zingari” (famiglia Abbruzzese) con decine di morti, ha consentito ai Forastefano di poter gestire unilateralmente ogni tipo di attività sul territorio. I ricavi, milioni di euro, frutto di usura, traffico di droga e truffe all’Inps, attraverso l’utilizzo dei braccianti agricoli illegali, hanno spinto il capofamiglia Antonio Forastefano a investire capitali in Emilia Romagna. L’inchiesta ”Omnia” coordinata dal sostituto procuratore distrettuale di Catanzaro Vincenzo Luberto, ha messo a fuoco uno ”stretto rapporto” tra Franco La Rupa, capogruppo dell’Udeur al consiglio regionale della Calabria, e la cosca Forastefano. Il partito ha sospeso La Rupa, per il quale la procura aveva chiesto la custodia cautelare che il gip ha rigettato. [...] La Rupa, ex sindaco di Amantea, secondo quanto emerge dall’ordinanza, avrebbe chiesto appoggi alla cosca in occasione delle elezioni regionali del 2005. Per poter entrare nelle grazie del capofamiglia Antonio, all’epoca latitante, La Rupa si sarebbe rivolto al capo mandamento di Amantea, Tommaso Gentile il quale combinò l’incontro tra La Rupa e il boss di Cassano. Un incontro che sancì l’accordo per un impegno della cosca a sostenere la candidatura di La Rupa. Lui, in cambio, avrebbe ”garantito” il proprio impegno a ”favorire” in futuro la cosca Forastefano. Nell’occasione La Rupa avrebbe versato 15 mila euro per le spese elettorali. Un notevole contributo all’indagine viene da Domenico Falbo e Adamo Bruno, due killer alle dipendenze della cosca, diventati collaboratori di giustizia (Falbo sottrasse 430 mila euro dalla ”bacinella”, la cassaforte di famiglia). [...]» (carlo Macri, ”Corriere della Sera” 11/7/2007).