Sergio Romano, Corriere della Sera 11/7/2007, 11 luglio 2007
Caro Romano, da anni cerco di capire, tecnicamente, il perché del rigido vincolo fissato dalla Ue nella misura del 3% del deficit rispetto al Pil
Caro Romano, da anni cerco di capire, tecnicamente, il perché del rigido vincolo fissato dalla Ue nella misura del 3% del deficit rispetto al Pil. Ma gli euroburocrati non ce lo spiegano, salvo brandire tale immutabile soglia come una specie di «totem», con il quale minacciare i Paesi considerati poco virtuosi. E così, purtroppo, anche l’extra gettito generato in Italia dalle maggiori entrate fiscali non potrà essere utilizzato per rimpinguare le vergognose pensioni minime, che spingono milioni di pensionati alle soglie dell’indigenza. Non ci si stupisca, allora, se la maggioranza dei cittadini europei è scettica su Bruxelles e dintorni. I nostri nonni e i nostri padri combatterono per vedere nascere una unione dei popoli, non una sorta di banca d’affari... F. Cagliari cagliari.f@pg.com • L’obiettivo dell’Unione europea è l’azzeramento del deficit, e in questa prospettiva la soglia del 3% fu considerata quella più realisticamente vicina allo scopo da raggiungere. Facciamo parte di un mercato unico e abbiamo, insieme ad altri dodici Paesi, la stessa moneta. naturale che i nostri partner si preoccupino dei nostri conti. Se lei dicesse ai commissari di Bruxelles che le loro insistenze impediscono al governo italiano di aumentare le pensioni minime, i commissari le risponderebbero che nulla vieta al governo italiano di ottenere questo risultato riducendo la sua spesa pubblica soprattutto nel settore della pubblica amministrazione.