Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  luglio 10 Martedì calendario

Quale sia la banca autrice della lettera si ne guarda bene dal rivelarlo. «No comment», dicono dallo staff di Antonio Catricalà

Quale sia la banca autrice della lettera si ne guarda bene dal rivelarlo. «No comment», dicono dallo staff di Antonio Catricalà. Ci mancherebbe che il presidente dell’autorità Antitrust si metta a censurare pubblicamente chi ha avuto l’ardire di proporgli una condizione capestro. Ma in quella missiva ci sarebbe la prova che il sistema creditizio italiano non sta rispettando le nuove regole sulle penali per l’estinzione anticipata dei mutui. «È capitato anche a me», rivela Catricalà. «Per estinguere un vecchio contratto mi hanno chiesto una cifra superiore a quella prevista dagli accordi». Per la precisione «il 3%», ben oltre la soglia massima dell’1,9% prevista dal protocollo firmato a maggio da Abi e consumatori. Ora, promette Catricalà, gli uffici dell’Autorità faranno luce sulla vicenda. Da tempo l’Antitrust riceveva segnalazioni. La scorsa settimana Adusbef e Federconsumatori avevano spedito una lettera per denunciare la mancata applicazione delle nuova regole su portabilità dei mutui, adeguamento automatico dei tassi sui depositi, valore delle penali sui prestiti immobiliari. Catricalà non ha potuto che prenderne atto: « vero, ci stiamo lavorando. Abbiamo ricevuto diverse lamentele. Dobbiamo approfondire e vedere se sono fenomeni diffusi o casi isolati». A gennaio il secondo decreto Bersani aveva abolito le penali per i nuovi mutui e lasciato ad Abi e associazioni dei consumatori il compito di trovare l’accordo su come rinegoziare i precedenti. Dopo una faticosa trattativa, la firma il 2 maggio. Val la pena ricordare i numeri dell’intesa per chi, a differenza di Catricalà, non abbia ancora controllato. Per quelli sottoscritti prima del 2001 la percentuale massima da pagare dovrebbe essere dello 0,5% della quota residua, lo 0,2% nel terzultimo anno di ammortamento, zero negli ultimi due anni. Le percentuali cambiano solo per i mutui a tasso fisso stipulati dopo il primo gennaio 2001: in quel caso la soglia massima dovrebbe essere dell’1,9% nella prima metà di ammortamento (ad esempio se il mutuo dura venti anni e non sono stati pagati almeno dieci anni di rate), dell’1,5% nella seconda metà. Anche in questo caso le penali dovrebbero essere scese allo 0,2% nel terzultimo anno di mutuo e zero negli ultimi due. Le associazioni dei consumatori sono scatenate e minacciano esposti a tappeto nelle 104 procure italiane. I deputati Riccardo Villari della Margherita e il diesse Franco Ceccuzzi hanno già scritto una interrogazione a Tommaso Padoa-Schioppa nella quale chiedono a lui e al governatore di Bankitalia Draghi di «verificare se le notizie rispondono al vero». Catricalà è pessimista: Giustizia ordinaria a parte - con i suoi tempi biblici - «non esiste nessuno strumento di pronto intervento a tutela dei consumatori». /