Michele Ferrante, La Gazzetta dello Sport 10/7/2007, 10 luglio 2007
Alla Shadai Farm della famiglia Yoshida in Giappone le hanno provate tutte per convincere War Emblem, lo stallone americano pluridecorato acquistato nel 2003 per 18 milioni di dollari, a riprodursi con regolarità
Alla Shadai Farm della famiglia Yoshida in Giappone le hanno provate tutte per convincere War Emblem, lo stallone americano pluridecorato acquistato nel 2003 per 18 milioni di dollari, a riprodursi con regolarità. Invano. Nella prima stagione di monta (2003, con nascite nel 2004) generò la miseria di 4 eredi, cifra rispetto alla quale i 40 venuti al mondo nel 2005 parvero un trionfo. Ottenuto per di più con una fatica immane, arrivando a proporre ogni volta una fattrice di taglia, colore e caratteristiche sempre diverse. Poi un nuovo crollo: 2 nati nel 2006 (monte del 2005) e nessuno nel 2007 nonostante un’offerta di un centinaio di potenziali madri lo scorso anno. War Emblem ci provò una sola volta, ma la giumenta non rimase gravida. In quattro anni, ben 500 fattrici proposte, una sessantina scarsa amate (nel galoppo, il cui baricentro economico è dato dal mercato stalloniero, è obbligatoria la monta naturale) ma solo 46 diventate madri. Nonostante il danno economico (il suo tasso di monta è di 70 mila dollari), i giapponesi non si sono dati per vinti e nei mesi scorsi hanno giocato l’ultimo jolly piazzando davanti al cavallo una decina di femmine in calore con caratteristiche differenti, nella speranza che ne venisse scelta una. Ma anche stavolta War Emblem è andato in bianco.