Sergio Romano, Corriere della Sera 10/7/2007, 10 luglio 2007
Lo Statuto di Hamas e l’antisemitismo islamico Nella sua risposta a proposito di Hamas manca un cenno al fatto che l’organizzazione in questione ha uno statuto rabbiosamente antisemita (e non solo anti israeliano, secondo un distinguo molto di moda) che inneggia alla distruzione degli Ebrei e non «solo» di Israele
Lo Statuto di Hamas e l’antisemitismo islamico Nella sua risposta a proposito di Hamas manca un cenno al fatto che l’organizzazione in questione ha uno statuto rabbiosamente antisemita (e non solo anti israeliano, secondo un distinguo molto di moda) che inneggia alla distruzione degli Ebrei e non «solo» di Israele. Per questo motivo gli Stati Uniti e, «ob torto collo», l’Europa, hanno boicottato il compromesso storico tra Fatah e Hamas e vedono di buon occhio la rottura dei rapporti. Si può obiettare che Hamas è andata al potere per via democratica, come Hitler nel ’33 e come il Fis (Fronte islamico della salvezza) in Algeria. Ma è un’obiezione che non sta in piedi: «libere» elezioni sono condizione necessaria, ma non sufficiente per definire democratico un sistema che non lo è affatto. Inoltre, quando un partito manifestamente antidemocratico raggiunge il potere per vie «legali», è quantomeno auspicabile che le altre democrazie, quelle vere, vigilino e all’occorrenza boicottino. Gradirei un suo accenno alle parti più farneticanti dello statuto di Hamas e magari un accostamento con i «I Protocolli dei Savi anziani di Sion» o con il «Mein Kampf». Giorgio Pogliano giorgio.pogliano@ gmail.com Caro Pogliano, per quanto posso capire dalle lettura di una traduzione italiana, lo Statuto di Hamas è un pot-pourri politico-religioso, una sorta di catechismo pieno di citazioni coraniche e ispirato, come altri documenti dell’integralismo musulmano, dalla convinzione che ogni problema possa essere risolto nello spirito del maggiore testo sacro dell’Islam. L’obiettivo dell’organizzazione è indubbiamente la distruzione dell’ «entità sionista», ma l’intonazione è ultra nazionalista, quindi non diversa da quella di altri movimenti impegnati in «guerre di liberazione». possibile desumere l’influenza dei «Protocolli» dall’art. 22 là dove è scritto, tra l’altro, che «il nemico ha programmato per lungo tempo quanto è poi effettivamente riuscito a compiere (...). Ha accumulato una enorme ricchezza materiale (...). Con questo denaro ha preso il controllo dei mezzi di comunicazione del mondo, per esempio le agenzie di stampa, i grandi giornali, le case editrici e le catene radiotelevisive. Con questo denaro, ha fatto scoppiare rivoluzioni in diverse parti del mondo con lo scopo di soddisfare i suoi interessi e trarre altre forme di profitto. Questi nostri nemici erano dietro la Rivoluzione francese e la Rivoluzione russa, e molte delle rivoluzioni di cui abbiamo sentito parlare, qua e là nel mondo. con il denaro che hanno formato organizzazioni segrete nel mondo per distruggere la società e promuovere gli interessi sionisti. Queste organizzazioni sono la massoneria, il Rotary Club, i Lions Club, il B’nai B’rith, e altre». Con qualche aggiornamento (i Rotary, i Lions) la litania delle malefatte attribuite al «nemico» ricorda il grande trattato del gesuita Barruel contro il giacobinismo e il falso antisemita della polizia segreta russa agli inizi del Novecento. Ma credo che in questo caso, come in altri (un programma della televisione egiziana di pochi anni fa, ad esempio), si debba parlare di antisemitismo mimetico. Nella loro battaglia contro Israele, gli ideologi e i propagandisti arabi e musulmani del Medio Oriente hanno fatto largo uso di cliché occidentali nella speranza di suscitare in tal modo un maggiore consenso in Europa e in America. E non hanno capito che prestavano il fianco all’accusa di antisemitismo. Ma la parola «antisemita», nel senso assunto soprattutto in Francia e in Germania tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, non mi sembra applicabile all’insieme del mondo musulmano. Nell’art. 31 dello Statuto di Hamas, del resto, è scritto: «Il Movimento di resistenza islamico è un movimento umanistico. Si occupa dei diritti umani e si impegna a mantenere la tolleranza islamica nei confronti dei seguaci di altre religioni. ostile solo a coloro che mostrano ostilità nei riguardi dell’Islam, si mettono di traverso al suo cammino per arrestarlo od ostacolano i suoi sforzi. All’ombra dell’Islam, è possibile ai seguaci delle tre religioni’ Islam, Cristianesimo ed Ebraismo – coesistere in pace e sicurezza. Anzi, pace e sicurezza sono possibili solo all’ombra dell’Islam, e la storia antica e quella recente sono i migliori testimoni di questa verità ». Un’ultima considerazione infine sulle elezioni che producono regimi totalitari o oppressivi. Lei sostiene, in sostanza, che quando gli elettori scelgono un dittatore le democrazie debbono manifestare la loro disapprovazione ricorrendo all’arma dell’embargo e del boicottaggio. A me sembra che dovrebbero anzitutto chiedersi perché il popolo abbia «sbagliato » e se non convenga anzitutto individuare le cause dell’ «errore» nelle loro esperienze e tragedie della fase che ha preceduto il voto. Ma su questo punto temo che io e lei non saremmo d’accordo.