L.Fer.,Corriere della Sera 10/7/2007, 10 luglio 2007
Avvocati. Corso Libero Bovio, di anni 59, avvocato di successo del foro di Milano, studio in via Podgora, a due passi dal Tribunale, ricco, stimato, sposato (per la quarta volta, ma senza figli)
Avvocati. Corso Libero Bovio, di anni 59, avvocato di successo del foro di Milano, studio in via Podgora, a due passi dal Tribunale, ricco, stimato, sposato (per la quarta volta, ma senza figli). Fa l’ultima arringa, al Tribunale di Prato, fa il viaggio di ritorno in auto con un giovane collaboratore, rientra in studio, chiede alla sua segretaria, quella storica, se con il Tfr dei dipendenti è a posto (almeno tre volte), per la prima volta fa personalmente delle fotocopie, lasciando di sasso il personale, chiama in stanza un segretario per dargli una busta da consegnare alla moglie (’quando?”, gli chiede quello; ”avrà disposizioni”, risponde), infine, alle 14, si spara in bocca, con una 357 Magnum, custodita nella cassaforte, con regolare porto d’armi. I presenti nello studio hanno scambiato il rumore secco con quello di un faldone caduto a terra, o col colpo di una pallina di gomma della pistola giocattolo con cui l’avvocato si rilassava per centrare un bersaglio alla parete, e quando entrano in stanza proprio non se lo aspettavano. Nella busta destinata alla moglie solo alcuni oggetti personali e il denaro custodito in cassaforte per le spese spicciole dello studio, probabilmente prelevato insieme alla pistola. Il pm di turno, Massimiliano Carducci, interviene coi carabinieri per i rilievi, ma tra le carte non rinvengono il mistero del gesto. Anzi, Bovio si era anche scambiato un sms con un altro avvocato scherzando sull’ennesimo fine settimana di lavoro che li aspettava, aveva già portato a termine una memoria difensiva di 230 pagine contro il sequestro partenopeo a Impregilo del valore di 750 milioni di euro nell’inchiesta sui rifiuti (nel frattempo facendo avanti e indietro da Napoli in una settimana due volte), aveva pure dato appuntamento per il 24 luglio al marinaio che gli curava la barca al mare. La domenica precedente aveva ricevuto alcuni amici con la moglie, giorni prima l’ex ministro Girolamo Sirchia. Tutti però sono d’accordo nel dire che l’avvocato era stanco del troppo lavoro, per nulla sollevato dal successo, ma soffocato dalla sensazione di non avere abbastanza tempo per fare tutte le cose che avrebbe dovuto fare.