Alessandra Retico, la Repubblica 8/7/2007, 8 luglio 2007
KIM BASINGER DI ALESSANDRA RETICO
Los Angeles. Chiara e dritta, peso intorno ai cinquanta chili forse, un corpo appuntito contro il vestito leggero di seta blu, «è di Vera Wang», taglio anni Trenta. Braccia e ginocchia scoperte, rami asciutti infilzati per sostenere l´abito. Kim Basinger non sembra proprio la sexy bomb di 9 settimane e ?. Qualcosa si è prosciugato, ingentilito, calmato. molto bella, più di allora. Anziché ormoni, acqua melanconica negli occhi azzurri, guardano davvero. La prima cosa che dice: «Bisogna ridere, fa bene, porta bene». La seconda: «Bere acqua, fare esercizio, una vita sana». Strizza la bottiglietta di minerale, aggiunge: «Naturalmente, contano anche altre cose: l´energia dentro, la tua differenza».
La sua è essere questa ragazza di cinquantatré anni che dà schiaffi al tempo. Che ha tolto carne e sensualità ai muscoli, ci ha messo pace e dolcezza. Rivale storica di Sharon Stone, ma più provinciale e in senso buono, al posto di borchie e Basic Instinct, fragole e seduzione casalinghe. L´estetica erotica degli anni Ottanta declinata in una più prudente nuova giovinezza, non proprio pensierosa, ma riflessiva sì. Una 50-something come si dice adesso, la vita che ricomincia da un altro inizio. Spostato più avanti, ma è da lì che il panorama diventa limpido. Ex modella da Eileen Ford a mille dollari al giorno, lei però voleva fare l´attrice e quando ci è riuscita ad arrivare a Hollywood non è mai stata abbastanza premiata dalla fortuna. Qualche titolo noto: Mai dire mai, debutto nel grande cinema, Fool for Love di Robert Altman, Batman e Final Therapy. Memorabile 9 settimane e 1/2, quello spogliarello su musica di Joe Cocker rimasto nelle fantasie private di molte coppie. Lei lo sa che quella scena non ha mai smesso di ripetersi nelle nostre memorie, la penombra, il sudore, il ghiaccio, come se tutto fosse ancora qui a sciogliersi e a bruciare. «Sono felice che abbia contribuito a risolvere molte noie coniugali». Risponde da analista, sociologa, non da diva di quegli anni di lussi e abbondanze, da femmina rigogliosa e allegramente superflua. che la disegnavano così, come direbbe Jessica Rabbit. «Non è semplice liberarsi dall´immagine che altri decidono per te, dagli stereotipi che si conficcano profondi. Finiscono per diventare la tua identità. Hollywood non ha un principio generale, delle regole fisse. Si comporta come il mercato, è il mercato, funziona secondo quello che si vende». E lei vendeva bene, un prodotto da vetrina.
Un altro film da antologia, L. A. Confidential di Curtis Hanson, bianco e nero laccati, thriller noir filosofico, prova di qualità insomma. Le è valso l´Oscar come migliore attrice non protagonista e un Golden Globe, se li meritava, interpretava una Veronica Lake evanescente, signora del mistero, sangue refrigerato e secco. Ma sotto si capiva che era pronto a bollire, arrossire. Molti ruoli mediocri dopo e qualche flop, una brutta vicenda per Boxing Helena che non ha voluto più fare («istigava alla violenza sulle donne») e come penale una multa da otto milioni di dollari. Ha venduto Braselton per pagare, il paese di 450 abitanti che si era comprata per venti milioni in Georgia sognando di farne una piccola Hollywood. Poi la mamma di Eminem in 8 Mile, si disse allora che c´era stata una svolta, l´erotismo epurato in scorbutica e ammaccata maternità. Prima, in mezzo e poi, testimonial di calze e orologi, un divorzio difficile da Alec Baldwin e una figlia da lui, Ireland, oggi dodicenne.
«Ne ho passate come tutti nella vita. Sono stata più fortunata di molti altri. Ridere, crede ci sia una strada migliore? La fede, certo: Dio e delle gran risate». Lo dimostra subito, incarna con quel poco di corpo che c´è la tesi: il riso le sale su dai fianchi stretti verso le braccia magre e il collo bianco, stringe i pugni, sul polso sinistro una vena si gonfia e sposta il braccialetto di argento sottile, l´unico gioiello addosso. I sandali di vernice nera, tacchi medi, pattinano come quelli di una bambina sulla moquette. L´ex sensualona si diverte, urla «I love it, I love it so much» e non è importante chi stia amando, ma che abbia quella voglia dentro. La testa svolazza e non trova più appigli quando parla della figlia e dei suoi anni da ragazza in Georgia, «ah quanto mi piaceva la musica e mi piace, tutta la musica, classica, country, rock, sono storie infinite le canzoni, un racconto delle cose delicato eppure che cuoce il cuore, mi fanno lo stesso effetto gli scrittori del sud, Faulkner e gli altri, Capote, Flannery O´Connor». La ragazza dello shampoo Breck che parla di letteratura. Beh, solo pregiudizi. E poi lei ha molte storie nel sangue, antenati tedeschi, svedesi, indiani Cherokee, irlandesi. Una trama fitta di parole diverse.
Le piccole rughe attorno agli occhi sono una spugna per lo sguardo liquido. Segni dolci, non ferite. Ha una maniera orgogliosa di mostrarle, non se ne vergogna, non risulta che siano state manipolate con ritocchi. «Non ho niente contro la chirurgia estetica, la bellezza però è un sentire». Meglio così, perché adesso servono quelle impronte degli anni: la Lancaster l´ha scelta per lanciare una linea di prodotti per la pelle antietà, lei con il suo viso attraversato dall´esperienza. Così com´è, senza finzioni, con le tracce di quello che è passato, questa nuova femminilità più sedata e matura e piena, come succede a un certo punto. «Lo slogan della campagna mi piace: aggiungi vita all´età, non il contrario». Beve altra minerale, «questo è un segreto. Ne ho altri». Ce li dica. «Mangiare bene, io sono vegetariana anche se adoro il pesce, il sushi in particolare, faccio esercizio ogni giorno, ho un personal trainer. Una vita sana insomma. Però non è solo questo che serve». Cos´altro. «Se hai rancore, rabbia, invidia, cattivi pensieri: tutto torna su, addosso, si vede. Per questo credo nel perdono, perché abbellisce il futuro».
Non parla di Alec, non vuole. Ma si capisce che lì c´è stato dolore, c´è stata una speranza interrotta. Lo ha incontrato sul set di Bella, bionda... e dice sempre sì nel ”91, lo ha sposato due anni dopo, dichiarò che aveva trovato la serenità e per una ex ragazza di provincia con problemi di timidezza e agorafobia lui rappresentava il compagno comprensivo e finalmente non nemico. Poi tutto a rotoli. Sciupato l´amore, fallito il tentativo di far inciampare il destino preparato per lei: bionda bella sciocca, alla Marilyn. Si ribellò, fu emarginata. «Le nuove generazioni sono molto sofisticate, tecnologiche, leggere. Sentono che tutto è possibile, se lo prendono. Per me e quelle della mia età è stato diverso, non un dramma perché questo non posso dirlo, ma più faticoso sì, per conquistarti una credibilità o una carezza dovevi dimostrare cento volte il tuo valore».
Anche adesso le donne hanno il fiato corto, il lavoro, i figli e se non riescono a tenere tutto qualcosa devono mollare, la società non le aiuta e persistono molte riserve. In Italia l´argomento è molto sentito. «Lo è dappertutto, le donne sono molto intelligenti, hanno incarichi importanti nelle aziende e nella politica e insieme sono il centro delle relazioni sociali e affettive, crescono figli e mandano avanti la baracca. Tutto a costo di compromessi e rinunce, più di quelli richiesti agli uomini, e questo è ormai insopportabile. I paesi del Mediterraneo sono molto sensibili a questi temi, in realtà riguardano tutti. Lo sviluppo dipende dalle opportunità che si daranno alle donne di crescere e realizzare i loro scopi. Altrimenti non è pensabile una società giusta, magari anche più libera».
In Italia si discute molto anche del significato sociale e culturale da attribuire alla famiglia, se il concetto tradizionale funzioni ancora, se le unioni alternative a quella del matrimonio siano da considerare alla pari, se per caso un tasso di natalità tra i più bassi in Europa ci stia segnalando qualcosa. «La famiglia è un nodo centrale, lo è sempre stato e lo rimarrà. Non vedo qual è la differenza, le relazioni tra due uomini o tra due donne che condividono un progetto si scontrano con gli stessi problemi e le stesse stanchezze di qualsiasi altra coppia, tirare su un figlio è una scommessa difficile e spaventosa per chiunque abbia coscienza. Ci vorrebbe un´accoglienza illuminata, invece alle signore si richiede l´irrealtà della perfezione. Mi piacerebbe una società solidale più che una vita glamour».
Che mamma è lei, che consigli dà a Ireland. «Consigli? Già la vedo molto autonoma e indipendente nei giudizi, ama essere amata questo sì, ma per il resto ha una consapevolezza di sé molto sviluppata, forte, espressiva. Rispetta gli animali e in questo deve aver imparato da me, ha un senso della giustizia e della lealtà, ma come tutti commetterà errori, conoscendo le conseguenze delle proprie azioni». Le ha mai chiesto dei suoi trascorsi da modella per Playboy? «Sa che gli esseri umani sono soggetti ai peccati. E ai ripensamenti». Si è pentita, allora. «No, dico che certe cose le fai perché succedono e perché gli anni sono quelli giusti per fregartene e per rimanere puliti e leggeri. Poi le cose cambiano, e sbagliare diventa arrogante». Progetti? «While she was out, uscirà il prossimo anno, un thriller di una regista scozzese, Susan Montford, faccio la casalinga di periferia che si ritrova in una brutta vicenda, quattro balordi che mi minacciano e io devo sopravvivere con pochi semplici mezzi». Una metafora. «Io ho avuto chance. Ma sì, anche coraggio».
Al dodicesimo piano del Four Seasons di Beverly Hills a Los Angeles, la suite della Basinger si trasforma nella stanza delle chiacchiere, confidenze e sorrisi, poco divismo. Entrano ed escono ragazze con i cambi d´abito per le sessioni fotografiche, chiedono se anche domani sarà di buon umore. un pomeriggio fresco di giugno, fuori dalle finestre la brezza spettina le palme e si porta dietro una luce di cenere che impolvera il cielo, nei corridoi dell´albergo delle star la temperatura frizza verso il grado zero. Non è autunno, è un inizio d´estate lieve, strano e diverso, una stagione più sincera che scandalosa.
Kim lo sa, 9 settimane e 1/2 è un attimo, la vita è più lunga. Meglio non correre troppo in fretta, trattare con dolcezza le proprie illusioni. Si può essere selvaggi e melanconici, e avanzare con equilibrio. Domani non è mai un altro giorno, ma quello che resta dell´oggi.