Claudia Voltattorni, Corriere della Sera 9/7/2007, 9 luglio 2007
MILANO
Dodici giorni. Solo duecentottantotto ore. E poi la fine. Tra lacrime e incredulità. Il buio calerà su Hogwarts. Harry Potter è morto. Forse. Il mistero sulla dipartita del maghetto più amato del pianeta si infittisce da mesi. Da quando cioè la sua mamma letteraria, l’inglese Joanne K. Rowling, ha assicurato che Harry Potter and the Deathly Hallows, il settimo romanzo della saga, sarà l’ultimo e che ucciderà almeno due protagonisti.
Apriti cielo. Si è scatenato l’inferno. Lettori grandi e piccoli, intellettuali, cattivoni «guastatori» (sono chiamati così coloro che vogliono rivelare il finale in anticipo), scommettitori: tutti a chiedersi: morirà Harry? E chi lo ucciderà? Per l’assassino i bookmakers fanno cinque nomi: Lord Voldemort, il professor Piton, Draco Malfoy, Ron e Harry Potter stesso, che dunque si suiciderebbe.
Ma sono così sicuri che sarà proprio l’occhialuto ragazzino a morire? Voci, supposizioni, Internet gronda di harrypottermania. Blog e forum bollenti: «Sì, sarà ucciso dall’orrido Voldemort, il male trionferà». No, «lo ucciderà Severus Piton, che svelerà la sua natura maligna ». Oppure... Oppure Harry Potter non morirà per niente. E magari sarà lui a far fuori una volta per tutte il cattivaccio, vendicando la morte dei suoi genitori. Anzi no. «Moriranno Hagrid il custode e la biondina amica di Harry» sostiene sicuro Gabriel che dice di aver violato i computer della casa editrice Bloomsbury e rubato il manoscritto. La disperazione corre online: «Hermione non deve morire!». Ma gli scettici sono tanti, «è una bufala!», «finale troppo assurdo», «banale», così come i catastrofici, «moriranno tutti, sia Harry che Voldemort».
Niente da fare. Inutile azzardare. L’arcano sarà risolto solo alla mezzanotte e zero uno del 21 luglio, quando nelle librerie di tutto il mondo apparirà Harry Potter and the Deathly Hallows (ma solo nella versione inglese). Fino ad allora trattenete le lacrime. Certo, anche la furba Rowling ce la mette tutta per alimentare il mistero. «Ho pianto mentre scrivevo gli ultimi capitoli – ha raccontato qualche giorno fa ”: ero commossa, per la disperazione mi sono scolata mezza bottiglia di champagne...». E pure il quasi diciottenne Daniel Radcliffe, l’Harry Potter del cinema, sembra voler mettere la parola fine al suo alter ego letterario: «Mi piacerebbe che Harry morisse alla fine del settimo libro: sarebbe un bel finale ucciderlo mentre uccide Voldemort ». Ma lui sul grande schermo è ancora al quinto episodio della saga ( L’ordine della fenice, al cinema in Italia da mercoledì) e ammette: «Non so davvero cosa succederà». E le vendite si annunciano strepitose: solo su Amazon.com sono state prenotate 1,6 milioni di copie. Per la versione italiana però bisogna aspettare. Sembra che anche la casa editrice Salani riceverà il manoscritto da tradurre solo il 21 luglio, per la rabbia dei fan italiani.
Infine, anche il Financial Times si occupa di Harry e della sua creatrice confrontandoli con l’ex premier Tony Blair: debuttano insieme nel ’97, entrambi rappresentano con successo la Gran Bretagna nel mondo, in contemporanea vivono il crepuscolo e la fine. Ed ora? Dopo Harry Potter e Downing Street, cosa faranno Joanne e Tony?