Alain Elkann, La Stampa 8/7/2007, 8 luglio 2007
Romina sembra molto indaffarata nel suo appartamento a Trastevere. Sta lasciando l’Italia? «Si, mi trasferisco negli Stati Uniti»
Romina sembra molto indaffarata nel suo appartamento a Trastevere. Sta lasciando l’Italia? «Si, mi trasferisco negli Stati Uniti». Per sempre? «No, ogni tanto tornerò» Ma perché si trasferisce? «E’ arrivato il momento in cui qui per me non c’è più futuro. Non ho più voglia né di cantare, né di fare la televisione. In Italia non si accetta che qualcuno possa evolvere e la mia direzione è in questo momento un’altra». Quale? «Quella di dipingere, di scrivere. Voglio fare dei progetti miei. Purtroppo qui tutto è rimasto relegato ai ricordi passati di cantante, di televisione, della mia vita di famiglia». Ma perché non fa più la televisione? «E’ una perdita di tempo. Non posso fare le cose che voglio, non posso creare, non ho la mente libera». Però si guadagnano molti soldi «Si, ma poi coi tanti soldi hai anche una grande insoddisfazione. Voglio andare in luoghi nascosti, voglio cominciare la mia nuova vita dedicata alla creatività. Qui non vengo accettata in questo senso. Se ti hanno messo un cartello addosso non te lo puoi più togliere. Sono sette anni che sto da sola a Roma e credevo di cambiare, ma non è possibile». In quale parte degli Stati Uniti andrà? «Avrò una casa in Arizona e uno studio da pittore a Manhattan». Dietro tutto questo c’è un uomo? «Macché uomo. Non c’è un uomo! Sono io». E i figli? «Sono abituati ad andare per il mondo in ogni parte. Le ragazze mi aiuteranno ad arredare la mia nuova casa e sono entusiaste». E suo figlio Yari? «Se sono felice e mi sento realizzata, è felice anche lui». Lui cosa fa? «Produce video e compone musica». Ma la musica non era una parte importantissima, integrante della sua vita? «Sì, ma solo una parte. Certo, suono ancora il piano ma basta tournée, basta promozione, mi viene l’angoscia solo a pensarci. Non ho più l’età e non ho più nemmeno l’energia di farlo, voglio vivere come un’eremita. E poi voglio fare delle cose con entusiasmo, non posso fare niente senza entusiasmo». Ma l’amore per la musica? «Sì, ma la canzone non mi ha mai dato una vera soddisfazione. E neanche il cinema. Ho avuto una carriera appena appena abbozzata nel nascere, però sono contenta di una cosa: ho fatto un cameo nel nuovo film di Abel Ferrara, ho i capelli cotonatissimi e le unghie lunghe e azzurre». Come si sente da bionda? «Non mi interessa sapere se sto bene o se sto male, voglio essere felice». Si sente invecchiata? «No, voglio andare dove pulsa la vita. Quando parlo della mia pittura gli intellettuali sghignazzano. La gente ha l’impressione che io abbia animosità verso l’Italia e quindi me ne vado, ma non è vero è solamente finito il ciclo. Sono arrivata a nove anni in Italia dove ho fatto la quinta elementare e adesso sono l’ultima della mia famiglia ad andarmene dall’Italia, gli altri sono già andati via». Si sente italiana? «Mi sento italiana in America, americana in Italia. Sono italiana perché quando vado via per esempio in India mi porto dietro la moka per avere un buon caffè». Quando partirà? «In Agosto. Così quando la gente tornerà a Trastevere dalle vacanze non ci sarò più. Però Trastevere è bella, non venderò la mia casa perché voglio lasciare comunque una porta aperta». Lei è stata sette anni a Roma prima, poi si è sposata, è tornata sette anni dopo: sette è il suo numero preferito? «Forse per me le cose vanno a cicli di sette. In America so già che cercherò di mangiare italiano, è il cibo più buono e non posso sopportare le porcherie che si mangiano in America. Io sono una buongustaia». E non segue le diete? «No, non vado in palestra, non faccio dieta, sono pigra e odio le palestre, ma ho una grande forza e determinazione quando devo misurarmi». Perché ha scelto l’Arizona? «Per gli spazi. Poi anche perché non è lontano da dove vive mia madre». Ha preso solo un biglietto di andata per andare in America? «No, non ho preso ancora nemmeno quello di andata». Cosa cerca degli Stati Uniti? «Voglio essere libera di osservare gli altri e non di sentirmi osservata. Io detesto l’ultrapopolarità, è una cosa che ti impedisce di vivere». Ma non le mancherà un po’ la gente che la riconosce? «No. Voglio che le mie opere abbiano successo e si vendano, ma non voglio che mi riconoscono per strada. Voglio essere libera». Ma i paparazzi italiani non la inseguiranno comunque dappertutto? «No, li saluto e sono contenta di averli fatti vivere bene fino adesso».