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 2007  luglio 07 Sabato calendario

APERTURA FOGLIO DEI FOGLI 9 LUGLIO 2007

Il 4 luglio a Torino, nel cinquantesimo anniversario del lancio della prima 500 (o più esattamente della seconda dopo la mitica Topolino), è stata presentata la nuova 500, presenti il premier, sette ministri (Bersani, Bianchi, Bonino, Damiano, Gentiloni, Mastella, Rutelli), cinque banchieri (Bazoli Salza, Passera, Braggiotti, Abete), industriali (Pininfarina, Marcegaglia, Bombassei, Tronchetti, Della Valle), star varie (Arbore, Baudo, Ventura, Chiambretti), 1.200 giornalisti, 7.000 ospiti provenienti da 63 paesi ecc. Mai la Fiat aveva fatto una presentazione così ricca: il costo pare sia stato di 12 milioni. [1] L’amministratore delegato Sergio Marchionne: «Dopo i tre anni di catarsi per tornare a rivedere la luce, questo non è il lancio della 500 ma il lancio della Fiat». [2]

La nuova 500 «somiglia al mouse del computer» (Vincenzo Cerami). [3] Luca De Meo, capo del brand Fiat: «Non è un remake, nè la la cover di una canzone di successo. un oggetto che attraversa i secoli». [4] Michele Serra: «Allude perfettamente al vecchio trabiccolo, lo ricorda a colpo d’occhio come certi nipoti ricordano i nonni per misteriose vie genetiche». [5] Roberto Giolito, papà della nuova citycar.«Il vero problema era evitare un’operazione nostalgia: anzichè ”pantografare” la vecchia 500 e replicarla, l’abbiamo interpretata. Lavorando sullo spazio». [6] Paolo Madron: «Quando nel 1992 la Fiat decise di rifare il suo modello più famoso, tirò fuori una macchina che della 500 (ma si scriveva Cinquecento) aveva solo il nome. Per il resto era tutta diversa, bruttina e asettica. Fu un fiasco, roba da museo delle cose mal riuscite, ma senza la grandiosità trash della Duna. Allorché vide l’obbrobrio il piccolo Andrea Agnelli tirò per la giacchetta il padre Umberto chiedendogli perché mai non l’avessero fatta uguale a quella di prima. Siccome i bambini dicono sempre la verità, dopo 15 anni lo hanno accontentato». [7]

Il primo a credere nella nuova 500 fu Lapo Elkann (assente alla festa di Torino, sembra non l’abbiano invitato). [8] Pino Allievi: «Mostrandoci un giorno una imitazione di Rolex con il tricolore italiano nel quadrante, disse che la Fiat sarebbe potuta ripartire dalla 500 se avesse puntato sulla creatività. Aveva ragione». [9] Salvatore Tropea: «Era l’inverno del 2004 quando un modello ancora abbozzato della 500, che allora veniva chiamata ”3 più 1” fece la sua comparsa al salone dell’auto di Ginevra. Sembrava un capriccio di Lapo Elkann, ancora in forze alla Fiat, che la vedeva come il propellente per una ventata di giovanilismo su una Fiat acciaccata dalla crisi. Alla guida dell’azienda c’era ancora Giuseppe Morchio, si navigava a vista, e l’operazione si arenò. Perchè, come rispose Umberto Agnelli a chi sollecitava il rilancio storico, ”in questo momento non abbiamo i soldi”. Ed era vero. Ripreso all’inizio del 2006 dalla squadra di Marchionne e forte dell’idea di sfruttare il pianale della Panda e l’accordo con la Ford, il progetto venne ristudiato e realizzato nel tempo record di diciotto mesi». [10] Sergio Marchionne: «Il doppio del tempo che occorre per un bambino, ma la metà di quanto ci mettono i nostri concorrenti». [11]

La nuova 500 è pensata per una società «in cui ci si vuole distinguere, dallo Swatch al Rolex, alle calze a righe orizzontali, al cappellino all’indietro, al tatuaggio e via dicendo: basta essere diversi» (Allievi). [9] Le personalizzazioni possibili sono 549.936: 12 colori, 9 tipi di cerchi, 19 adesivi ecc. [12] La Stampa: «Si va dal tettuccio di vetro, fisso o apribile, al Blue&Me, dall’hi-fi con Mp3 a un sofisticato e inedito navigatore Magneti Marelli integrato in plancia. Ci sono vani portaoggetto di ogni tipo (anche sotto il sedile passeggero), l’appendi-giacca dietro al poggiatesta, perfino un diffusore di aromi sintonizzabile con l’umore del guidatore. Il ”nuovo cinquino” può essere personalizzato anche nelle forme di acquisto con le formule ”500 cents” e ”50 to 500” di Financial Services con cui si può comprare qualunque versione rispettivamente con 5 euro al giorno senza anticipo oppure pagando il 50% dell’importo e il restante 50% dopo due anni. In più si beneficia di 5 anni e di 500 mila km di garanzia». [13]

La vecchia 500 era una vettura d’accesso per neo automobilisti: questa è la seconda o 3ª macchina, il vezzo. [9] Jacki Elkann dice che ne prenderà due, una per sé e una per la moglie, e poi se le scambieranno. Gli piace color bianco perla col tettuccio apribile. Due ne vuole anche Luca di Montezemolo, una rossa e una nera. [7] Marchionne è arrivato al Palaisozaki con una 500 nera «come uno Stealth, l’aereo invisibile» (parola sue). [14]
L’espresso: «Curiosi al limite della presa in giro i nomi attribuiti ai colori: si va dal ”Blu m’ama non m’ama” al ”Verde libero e bello” passando dal ”Giallo birichino”». [15]

La 500 dovrà battere la concorenza di altre citycar trendy come Mini e Smart. L’espresso: « allegra da guardare e s’annuncia divertente da guidare, con l’agilità tipica delle auto dal passo corto. La forma tondeggiante del padiglione sacrifica lo spazio posteriore: se chi si accomoda dietro è alto, il suo busto dovrà inesorabilmente piegarsi. Più che una quattro posti, dunque, è meglio considerarla una ”due più due”». [15] Piero Bianco: « l’unica a offrire una gamma motori interamente predisposta per le normative Euro5 che entreranno in vigore nel 2009, sarà la prima tra le piccole a conquistare le 5 stelle EnroNcap (e addirittura le 6 quando il nuovo rating sarà operativo), cioè a superare a pieni voti l’esame dei crash test». [4]

Nel ”57 la 500 costava 490 mila lire (13 stipendi di un operaio) e non fu boom. [16] Mauro Tedeschini, direttore di ”Quattroruote”: «Qualche mese dopo, la Fiat decise di abbassare di 25 mila lire il prezzo della versione base e, incredibilmente, di spedire ai primi acquirenti un assegno circolare dello stesso valore». [15] La nuova 500 parte da un prezzo base di 10.500 euro e arriva a 14.500. Corrado Canali: «Può sembrare tanto se paragonato alla concorrenza». [17] Secondo Tedeschini nei primi mesi di vita le cose funzioneranno alla grande, la new 500 andrà a ruba tra i giovani glamour e tra le persone meno giovani che hanno posseduto la vecchia 500 in gioventù. Passata la prima ondata, sarà però importante ”prezzare” bene la vettura. [15]

La 500 sarà certamente trendy, ma in Fiat nella stessa categoria c’è già una vettura di grande successo: la Panda, un’auto funzionale, che piace anche fuori dall’Italia. L’espresso: «Il pubblico delle citycar è più sgamato di quel che si possa immaginare, soprattutto adesso che la concorrenza è folta e le promozioni e gli incentivi sono sempre in agguato, pronti ad attirare l’attenzione con prezzi-civetta che ingolosiscono». [15] Alla fine sarà decisivo l’«effetto stump». Alessandro Pasi: «Stump è il rumore che fa una portiera ben costruita e ben montata quando si chiude. L’opposto, quando la portiera è scadente, è ”slam”. Un cliente dal concessionario, dopo aver guardato l’auto, apre la portiera, si siede al volante, chiude... se sente stump l’acquisto è fatto al 90 per cento: quella vettura gli comunica sicurezza e solidità». [18]

Arrivato in Fiat, Marchionne visitò tutti gli stabilimenti. Trovò una «burocrazia ministeriale. L’organizzazione non strutturata per la concorrenza. La logica era: quest’anno ho fatto un accendino, il prossimo anno ne farò uno più lungo di un millimetro, e chi se ne frega se intanto all’estero lo fanno di un chilometro. L’idea di fare soldi non era minimamente presa in considerazione, come in certi ambienti islamici dove il guadagno è considerato una forma di usura. Andai a Pomigliano d’Arco, davanti a me un’operaia attaccò un pezzo alla macchina. Brava, le dissi. E lei: ”Guardi, dottore, è stata una botta di culo. Di solito ci impiego venti volte a incastrarlo”. L’ingegnere aveva disegnato male il pezzo». [11] La nuova 500 verrà prodotta a Tychy, in Polonia: 1250 vetture al giorno, sei giorni su sette. Gli operai locali con una discreta anzianità prendono 700 euro al mese lordi, un nuovo assunto non supera i 400. Un Konrad: «La paga è bassa e secondo quanto risulta al sindacato rispetto agli operai in Italia guadagniamo poco e lavoriamo il doppio». [19]

Nel 2010 Fiat vuole arrivare a 70 miliardi di fatturato e a un risultato di gestione ordinaria di 5 miliardi: 100 volte quello ottenuto nel 2004. [20] Tropea: «La 500 è il cavallo di battaglia della svolta verso un traguardo che non è più quello della salvezza ma di una Fiat che vuole doppiare la boa del 2010 con 3 milioni e mezzo di vetture prodotte assieme agli alleati e diventare ”uno di 3-4 maggiori player mondiali”». [10] In termini di fatturato, la Fiat più importante resta la Punto. Vanni Cornero: «Per la 500 sono stati destinati 300 milioni di euro, con un obiettivo di produzione annuo di 120.000 unità ed un ”break even” fissato tra le 60 e le 70.000. Un traguardo certo non problematico, visto che in pochi giorni la ”piccola” di casa Fiat ha già raccolto oltre 30.000 ordini, tanto che già entro fine anno si prevede di vendere 50-60 mila vetture». [14]

L’idea di Marchionne è fare della Fiat la Apple dell’auto: « l’underdog, quello che vede il mondo in maniera diversa e capisce che c’è spazio anche per quelli come lui. Apple è un insieme di valori e di cose eleganti e coerenti. Io sono un miscredente convertito. Il primo iPod me l’ha regalato De Meo. Un sistema facile da usare. Voglio che la Fiat diventi la Apple dell’auto. E la 500 sarà il nostro iPod». [11] Il professor Valerio Castronovo, fra i più attenti storici dell’industria italiana: «Nel ”75, quando la 500 uscì di produzione, avevamo già imboccato la strada del ”piccolo è bello” e del debito pubblico. Ne stiamo uscendo? I segni si toccano con mano. A parte la rinascita Fiat, Finmeccanica ha appena venduto 200 aerei agli Usa. Fincantieri sforna transatlantici meravigliosi. Eni ed Enel sono molto attive all’estero. Sì, il geniaccio meccanico italiano è vitale». [21]