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 2007  luglio 06 Venerdì calendario

Sylvie Dumas, di anni 44. Parigina, direttrice finanziaria della Fondazione Cartier, s’occupava d’arte contemporanea e col marito Marc Craquelin, ingegnere di 45 anni nel consiglio di amministrazione di una società finanziaria, abitava in un palazzo in boulevard Montparnasse

Sylvie Dumas, di anni 44. Parigina, direttrice finanziaria della Fondazione Cartier, s’occupava d’arte contemporanea e col marito Marc Craquelin, ingegnere di 45 anni nel consiglio di amministrazione di una società finanziaria, abitava in un palazzo in boulevard Montparnasse. Al piano di sopra, l’ottavo, c’era il sardo Bruno Serra, 25 anni, orginario di Osini, mille anime fra le montagne dell’Ogliastra, figlio dei commercianti Efisina e Orlando, una sorella, Sara, alla quale era legatissimo, studente modello che «fin da bambino sognava una carriera da ambasciatore», fresco di laurea, master e specializzazione in corso in affari europei, una vacanza in programma a breve nel paese natìo, uno stage a Bruxelles poche settimane fa quando i compagni lo notarono «strano, stressato, pronunciava spesso frasi senza senso». Sabato 30 giugno Serra scrisse alla sorella Sara un messaggino e un’e-mail pieni di angoscia: «Sono in una brutta situazione. Mi stanno incastrando. Mi accusano di qualcosa che non ho commesso». Invano lei per due giorni tentò di telefonargli e allora, lunedì pomeriggio, prese l’aereo per Parigi. Nel frattempo la Dumas preparava la cena col marito e siccome dall’appartamento di Serra veniva un acre odore di bruciato andò a bussare alla porta per vedere cosa fosse accaduto ma lui gli aprì con un coltello in mano e senza dire una parola la colpì più volte mentre lei gridava a squarciagola. Craquelin accorse in suo aiuto, trascinò via la moglie che ormai agonizzava e riuscì a portarla nella loro casa nonostante il sardo continuasse a vibrar colpi all’impazzata. Intanto Serra, rientrato nel suo appartamento, col sangue della Dumas scrisse sul camino frasi sconnesse e il nome di Sara, quindi andò in balcone e gridando il nome della sorella si lasciò cadere nel vuoto. Volo di otto piani. Accanto al caminetto, i gendarmi trovarono i resti bruciati di un drappo con i quattro mori, la bandiera della Sardegna, brandelli di documenti e lettere bruciati anch’essi. Tardo pomeriggio di lunedì 2 luglio in un appartamento in boulevard Montparnasse, Parigi.