la Repubblica 6/7/2007., 6 luglio 2007
Un uomo di anni 29. Operaio in provincia di Rovigo, introverso, solitario, strano di testa, a 21 anni mostrò il pene gonfio a un gruppetto di fanciulle incontrate in piscina, la cosa gli piacque assai e da allora prese l’abitudine di esibirsi nei giardinetti o in altri luoghi frequentati da ragazze, in questo modo collezionò una sfilza di denunce per atti osceni e nel luglio del 1999 fu smascherato da un’agente donna camuffata da borghese
Un uomo di anni 29. Operaio in provincia di Rovigo, introverso, solitario, strano di testa, a 21 anni mostrò il pene gonfio a un gruppetto di fanciulle incontrate in piscina, la cosa gli piacque assai e da allora prese l’abitudine di esibirsi nei giardinetti o in altri luoghi frequentati da ragazze, in questo modo collezionò una sfilza di denunce per atti osceni e nel luglio del 1999 fu smascherato da un’agente donna camuffata da borghese. Mesi fa prese a chattare con una tredicenne trevigiana, il giugno scorso l’andò a trovare e nella sua auto, a detta dei genitori di lei, brutalmente la stuprò. Il 9 giugno, rintracciato dai militari, ricevette un atto giudiziario, due giorni dopo, forse per il rimorso, forse per la paura della galera, prese il fucile da caccia del padre e con quello si sparò. Un colpo solo, dritto in testa. E un biglietto per i familiari: «Mi dispiace, non ho mai fatto male a nessuno. Non ho fatto nulla a quella ragazza. Voglio essere cremato e donare gli organi» Giornata di lunedì 11 giugno in un appartamento a Crespino, Rovigo.