Varie, 6 luglio 2007
VALENSISE Marina
VALENSISE Marina Roma 20 febbraio 1957. Giornalista. Corrispondente da Parigi del Tg5. Scrive sul Foglio • «[...] Dopo essersi laureata con Giovanni Macchia, grande francesista, con una tesi su Marmontel, vinse una borsa di studio della fondazione Einaudi. E studiò per dieci anni con François Furet (di cui ha tradotto per Mondadori Il passato di una illusione nel 1995). Come a volte capita, una specie di febbre giornalistica prevalse sui tempi lunghi dell’università. Così, tornata in Italia, si è messa a scrivere per il Foglio e a collaborare con giornali e tv. Viene da una famiglia calabrese galantomista, agraria e impegnata in politica. Trascorreva l’estate nella vecchia casa di Polistena, che era stata un convento dei domenicani, e che un suo giacobino antenato aveva trasformato alla fine del Settecento in una residenza. Il senso del dover essere classe dirigente prevedeva una certa ritualità di apprendistato, ma anche una forma di misurata e pratica previdenza. Così lei parla inglese, francese e tedesco, perché a casa sua vigeva la disciplina delle lingue straniere – disciplina che era enfatizzata dalla condizione di profonda e orgogliosa meridionalità. Nello stesso tempo, però, poiché non si sa mai nella vita, suo padre le suggerì di frequentare uno corso di stenodattilografia. Abilità che comunque le è tornata utile per prendere appunti e scrivere veloce. Di lei si sa che ha una casa sul mare – ”dentro il mare”, dice lei – in Calabria, a Scilla, e che per molti anni ha tenuto una bicicletta sportiva (suo principale mezzo di trasporto), con cui ha girato la Francia, sospesa con dei ganci a una parete della stanza da pranzo, a pochi decimetri d’altezza dalle sedie Thonet intorno al tavolo, a cui stranamente la bici era perfettamente intonata» (’Il Foglio” 6/7/2007).