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 2007  luglio 05 Giovedì calendario

Alcuni passi della lettera scritta da Pio Pompa a Silvio Berlusconi (allora presidente del Consiglio), tratti da diario

Alcuni passi della lettera scritta da Pio Pompa a Silvio Berlusconi (allora presidente del Consiglio), tratti da diario.it: Da: Pio Pompa A: Silvio Berlusconi Data: 21 novembre 2001, 19.24 da archivio segreto Sismi di via Nazionale a Palazzo Grazioli, Roma [...] Sul foglio che ho davanti stento ad affidarmi a frasi di rito per esprimerLe la mia gratitudine nell’aver approvato, nel Ciis di oggi, il mio inserimento, quale consulente, nello staff del Direttore del Sismi. [...] Avendo quale ispiratore e modello di vita don Luigi Verzé, che mi ha esistenzialmente e effettivamente adottato, posso solo parlarLe con il core: insieme a don Luigi voglio impegnarmi a fondo, com’è nella tradizione contadina della mia famiglia, nella tutela e difesa della straordinaria missione che scandisce la Sua esistenza. [...] In due occasioni, prima a Milano e successivamente a Roma, ho colto il Suo sguardo indagatore mentre le stringevo la mano. Uno sguardo poi divenuto dolce conoscendomi come uomo fedele e leale di don Luigi. Sarò, se Lei vorrà, anche il suo uomo fedele e leale. Mio padre contadino, don Luigi e Lei possedete la forza e la volontà di seminare per il futuro, oltre la vostra esistenza. Desidero, dunque, averLa come riferimento e esempio ponendomi da subito al lavoro. Un lavoro che vorrei, come mi ha suggerito don Luigi, concordare con Lei quando potrò, se lo riterrà opportuno, nuovamente incontrarLa. [...] E’ con il cuore che posso salutarLa: dopo aver fatto l’operaio, l’impiegato, il dirigente e quant’altro la Divina Provvidenza mi ha concesso di sperimentare, come la possibilità di poter lavorare per Lei. [...] il Suo pensiero [è] profondo ma di un’estrema leggerezza rappresentabile in un verso: "quel tenue bagliore strofinato, laggiù, non era quello di un fiammifero". [fedelmente suo, Pio Pompa]