Emanuela Mastropietro, L’espresso 5/7/2007, 5 luglio 2007
RivoluzioneYouTube di Emanuela Mastropietro. Prendete un talento dell’informatica ancora sconosciuto, piazzatelo in un garage nel bel mezzo della Silicon Valley e lasciatelo smanettare su un computer
RivoluzioneYouTube di Emanuela Mastropietro. Prendete un talento dell’informatica ancora sconosciuto, piazzatelo in un garage nel bel mezzo della Silicon Valley e lasciatelo smanettare su un computer. Ne verrà fuori qualcosa di buono. Così, trent’anni fa, era nata Apple. Così, nel febbraio del 2005, è nato YouTube. Solo che il sito di videosharing più popolare del pianeta, con almeno 100 milioni di video visionati quotidianamente, ha bruciato le tappe e oggi è considerato il fenomeno più importante di Internet: una cosa che può cambiare per sempre la televisione e i media, ma forse anche la politica. Due anni fa il ventottenne Steve Chen, uno dei suoi fondatori, era ancora un anonimo impiegato di PayPal, l’azienda leader deipagamenti on line, che nel weekend si rintanava nell’autorimessa di famiglia, accendeva il computer e scambiava video amatoriali con gli amici. Così a questo ragazzo, nato a Taiwan ed emigrato in America con la famiglia quando aveva otto anni, è venuta l’idea geniale, di quelle che cambiano la vita: una piattaforma sulla quale chiunque può caricare i propri video digitali e chiunque può visionarli connettendosi semplicemente a Internet. Solo un anno più tardi, Google l’ha acquistata per la bella somma di 1,65 miliardi di dollari. Steve si è ritrovato in banca l’equivalente di 326 milioni di dollari in azioni, proprio come l’altro socio fondatore, il coetaneo Chad Hurley. Oggi YouTube non è solo un colossale contenitore di video amatoriali, con le evoluzioni del gatto di casa, la ricetta dei pizzoccheri, o le performance di Igor, quattro anni, virtuoso delle percussioni, nuovo idolo della Polonia. A YouTube il governo americano ha affidato gli spot della sua campagna antidroga, le major i trailer dei nuovi film e i clip musicali, Paris Hilton il lancio del suo disco. su YouTube che Tony Blair si è congratulato con Nicolas Sarkozy per la sua vittoria alle elezioni presidenziali francesi e che i principali canali televisivi del mondo lanciano brevi d’attualità o stralci dei loro programmi. E da pochi giorni, YouTube è ancora più accessibile al pubblico non americano (la metà del traffico proviene da altri paesi) grazie a nove nuove versioni locali - in italiano, in brasiliano, in francese, in irlandese, in giapponese, in olandese, in polacco, in spagnolo e per il Regno Unito - con home page e funzioni di ricerca tradotte nelle rispettive lingue. ’L’espresso’ ha intervistato Chen a Parigi, dove ha presentato le nuove iniziative della società in cui, anche dopo la vendita a Google, ha conservato tutte le cariche operative, a iniziare da quella di chief technical officer. Ormai il pubblico giovanile preferisce i siti di videosharing come YouTube alla televisione tradizionale. Perché, secondo lei? " una questione di accessibilità: su YouTube i ragazzi vedono quello che vogliono, quando vogliono, dove vogliono. In un college americano, per esempio, dove ogni studente ha il suo computer portatile con sé, in camera come in biblioteca, è molto più semplice e comune connettersi a Internet, e quindi a un sito di videosharing, che accendere la tivù. E poi YouTube offre una scelta di contenuti immensa, superiore a quella di una tivù tradizionale. Tuttavia, penso che Internet non si presti alla visione di programmi lunghi, che durino più di dieci minuti. Difficile rinunciare al piacere di sprofondare nel divano di casa per godersi un film su uno schermo al plasma in compagnia degli amici. Insomma, secondo me sono due cose diverse". Allora non è vero, come dicono in molti, che YouTube sarà la televisione del futuro... "No, non credo che YouTube rimpiazzerà la tivù tradizionale. Per i motivi che ho esposto prima, ma anche perché gli apparecchi tivù sono sempre più intelligenti: permettono l’accesso a Internet e garantiscono un’interazione con altri supporti tecnologici in continua evoluzione. In futuro, ma sta già succedendo, tutti questi supporti funzioneranno insieme per garantire all’utente un’offerta sempre più ampia. Anche dal punto di vista dei contenuti, la televisione, grazie a centinaia di canali internazionali ormai accessibili dal salotto di casa, resta sicuramente concorrenziale". Allora che cos’è e che cosa sarà YouTube? "Un ponte. Un grande ponte tra chi offre contenuti e chi li consuma. Una piattaforma senza frontiere che raggiunge un nuovo pubblico". L’homepage di YoutubePerò YouTube sembra soprattutto un contenitore di video amatoriali, a volte un po’ adolescenziali. è solo una fase di passaggio verso i video professionali, le news, le fiction e i programmi tv veri e propri? " un problema che non mi pongo. Il nostro obiettivo è fornire agli internauti la più ampia scelta possibile, un catalogo pressoché illimitato, amatoriale come professionale. Uno studio ci ha rivelato che il 50 per cento dei video più gettonati è fatto in casa, l’altro 50 per cento proviene dai professionisti dello spettacolo o dell’informazione. Vede, il nostro pubblico se ne infischia di sapere se un video è stato fatto con due soldi nel salotto di casa o, al contrario, sia costato milioni di dollari. il risultato quello che conta. Se il risultato lo diverte e lo appassiona, l’obiettivo è raggiunto. Punto, fine". Se lei fosse proprietario di una tivù tradizionale, come Cnn o Cbs, che cosa farebbe per incentivare l’integrazione tra Internet e televisione? "Beh, prima di tutto farei un accordo con YouTube! Siamo qui per questo. Noi non creiamo contenuti, non siamo un mezzo di produzione, ma mettiamo a disposizione del pubblico una piattaforma che può diffondere un prodotto locale a livello mondiale. Che sia il video promozionale di un aspirante cantante, girato in una cantina, o il programma di un canale televisivo che non ha i mezzi per diffonderlo dall’altra parte dell’Oceano, per noi è lo stesso". YouTube ha portato scompiglio anche nell’editoria cartacea. Molti sono convinti che il vecchio giornale subirà un colpo tremendo dai siti di videosharing, specie in termini di pubblicità. Del resto, la generazione YouTube legge pochissima stampa cartacea. "Sono mercati totalmente diversi, con un pubblico differente, e il destino della stampa cartacea non ci riguarda granché. YouTube comunica con l’immagine, i quotidiani fanno un altro mestiere: dopodiché non è colpa nostra se i ragazzi preferiscono guardare un video su YouTube che leggere un articolo di giornale". Allora per la stampa cartacea suonano le campane a morto? "Dipende da come si rapportano a Internet. La concorrenza è tra i grandi giornali, che possono permettersi siti con migliaia di pagine on line, come il ’New York Times’, e i fogli meno importanti che non hanno una visibilità sulla Rete. è Internet che fa la differenza, non YouTube". YouTube è sempre più impiegato come strumento di propaganda politica: dai candidati alla presidenza agli aspiranti ministri fino ai semplici consiglieri comunali, tutti vanno su YouTube. Qualcuno fa notare che in questo modo i politici piazzano i loro comizi e sfuggono ai contraddittori con i giornalisti. Lei che cosa ne pensa? "Abbiamo appena annunciato che le tribune politiche per le elezioni presidenziali americane del 2008 si terranno proprio su YouTube: la prima, con gli otto candidati democratici è fissata per il 23 luglio. E non si tratta di soliloqui: il pubblico di Internet invierà dei video con le domande, e i candidati risponderanno in diretta. Grazie a YouTube, gli elettori potranno rivolgersi direttamente ai politici, senza intermediari, e i politici ai loro elettori, sicuri di poter contare su un’audience immensa, superiore a quella di qualsiasi meeting tradizionale e a qualsiasi tribuna elettorale televisiva. una grande prova di democrazia. Il pubblico sembra davvero apprezzare questa nuova forma di comunicazione politica: il video con Blair che si congratula con Sarkozy, ad esempio, è molto popolare". Quindi secondo lei YouTube fa bene alla democrazia? "Certo. YouTube è una formidabile chiave d’accesso: bastano una videocamera e un computer per poter parlare al mondo. Le pare poco?". Chi può insidiare il primato di YouTube? "Non siamo in competizione con nessuno, non è il nostro obiettivo. Faccio ancora fatica a realizzare quello che mi è successo negli ultimi due anni. Solo poco tempo fa, stavo ancora discutendo con gli amici sul problema dei video troppo pesanti, difficili da caricare e scaricare su Internet. Mi sembra ieri: oggi sono qui a parlarle del sito più famoso del mondo". Com’è diventato l’inventore di questo sito? "Guardi, io ho avuto una vita molto normale, ordinaria. Ho frequentato le elementari a Taiwan, poi sono andato negli Usa. Ho vissuto a Chicago prima di trasferirmi in California. Ho studiato matematica e scienze, ma l’esperienza più formativa sono stati i tre anni trascorsi in un pensionato, tra i 13 e i 16 anni. stato un periodo molto importante della mia vita: era un ambiente aperto, in cui circolavano idee e progetti, e nel quale si poteva discutere e testare nuove esperienze". I fondatori di Youtube, Steve Chen (a sinistra) e Chad HurleyTra i grandi creativi della Silicon Valley, lei è stato uno dei più precoci. "Guardi che non sono poi così giovane, ad agosto compio 29 anni! Sono cresciuto in un’epoca in cui Internet non esisteva ancora. Credo di aver utilizzato per la prima volta la Rete nel 1997 o nel 1998.". Il successo di YouTube ha stravolto la sua vita? "Continuo ad abitare a San Bruno, in California; gli uffici sono quelli di sempre, separati da quelli di Google. Niente di lussuoso, è ancora un ambiente da start-up. Quando viaggio, però, mi rendo conto che le cose sono cambiate. L’interesse mediatico è immenso: conferenze stampa, interviste, fotografie... Un ritmo vertiginoso! E la gente comincia a riconoscermi: qualche settimana fa mi trovavo alle Hawaii e un tizio, per la strada, mi ha stretto la mano dicendomi che adorava YouTube!". Quando non è attaccato al computer che cosa fa? "Mi piace cucinare, ma è una passione alla quale non riesco a dedicare molto tempo. In effetti, da quando è nato YouTube, non faccio altro che lavorare e dormire". Quanto guadagna oggi? "Me lo sono scordato proprio in questo momento".