Hugo Dixon, la Repubblica 2/7/2007, 2 luglio 2007
HUGO DIXON
Vodafone farebbe bene a non farsi risucchiare dal vortice di frenesia creatosi attorno all´iPhone, il nuovo telefonino di casa Apple appena lanciato sul mercato americano, con AT&T che ha strappato ad Apple un accordo esclusivo di revenue-sharing. I motivi che spingono l´operatore inglese ad aggiudicarsi un accordo analogo in Europa sono ovvi. probabile infatti che il telefonino vada a ruba e ipotizzando che l´Europa riesca a rappresentare la stessa percentuale di vendite globali del lettore iPod (30%) anche per l´iPhone, i nuovi clienti saliranno a +3 milioni il prossimo anno, una bella cifra anche per Vodafone, che lo scorso anno ne ha acquisiti 10 milioni in Europa. Senza contare che chi acquista un iPhone appartiene alla fascia di clienti che spende, visto che il modello più economico negli Usa viene venduto a 499 dollari. Vodafone però non si trova a negoziare da una posizione di svantaggio, in quanto già ottiene ottimi risultati nell´attirare a se i clienti più facoltosi. Infatti, pur contando su una base di abbonati europei del 26%, la sua quota di ricavi si aggira sul 30%. Va poi detto che spingere oltremodo per aggiudicarsi l´iPhone per Vodafone rappresenterebbe un dietro-front strategico, poiché il nuovo telefonino è sicuramente accattivante, ma utilizza la tecnologia 2.5G, mentre Vodafone è fortemente proiettata verso la più avanzata tecnologia 3G. L´entusiasmo degli investitori di AT&T è stato certamente contenuto, vista l´esigua outperformance registrata dal titolo a seguito dell´accordo siglato a gennaio. Difficile immaginare che a Vodafone sia riservato un trattamento migliore se non riuscirà a portare a casa un accordo vantaggioso. Per il colosso dei telefonini inglese è arrivato il momento di far sentire il proprio peso sul tavolo delle trattative.