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 2007  luglio 02 Lunedì calendario

Gli studi di settore Un lettore ricorda come non sia obbligatorio aderire agli studi di settore da parte di chi non ha nulla da nascondere ( Corriere, 28 giugno)

Gli studi di settore Un lettore ricorda come non sia obbligatorio aderire agli studi di settore da parte di chi non ha nulla da nascondere ( Corriere, 28 giugno). Probabilmente si tratta di un «fortunato» che non ha mai ricevuto notifiche di accertamento. Infatti, anche nel caso di un contribuente virtuoso l’eventuale maggior reddito accertato dall’Ufficio, comunque, non verrà mai annullato da un qualsiasi funzionario dell’Agenzia delle Entrate (come può giustificarlo al suo caporeparto? Quale possibile connivenza c’è con il contribuente?). Comunque il contribuente dovrà ricorrere alla Commissione tributaria provinciale, che, comunque, anche in assenza di qualsiasi prova di evasione, un contentino, anche sotto forma di transazione, concederà al Fisco. Comunque il contribuente dovrà appellarsi alla commissione regionale e così via fino alla Corte di Cassazione. Comunque, sempre in presenza di un suo corretto comportamento, avrà dovuto pagare il 50% delle maggior imposte accertate (lo prevede la Legge, solo al momento della presentazione del ricorso in primo grado) che, comunque, anche alla fine dell’intero contenzioso (dopo circa 7/8 anni) non gli verranno mai rimborsate, e comunque, indipendentemente dai suddetti problemi, avrà dovuto sborsare il costo della parcella del professionista che lo ha assistito nel contenzioso (obbligatorio per legge quando la maggior imposta accertata supera i 5.000 euro) che, per ironia, se tutte le commissioni gli dovessero aver dato ragione, sarà più alta perché, giustamente, il merito è, essenzialmente, del professionista. Che grande distanza esiste tra demagogia e realtà! Luigi Agosti, Bergamo