varie, 29 giugno 2007
William Leva, filippino di 41 anni, e suo figlio Brian Darel, di 9 anni. Il padre, «tranquillo, gran lavoratore, sempre cortese», il volto incorniciato dagli occhiali, da due anni era custode della ditta Selection Top ditta nella periferia di Milano e lì viveva, in un bilocale, con la famigliola «cortese e riservata»: oltre al figlio, la figlia Babhi Rea di 8 anni e la moglie Teresita Aguila di 33
William Leva, filippino di 41 anni, e suo figlio Brian Darel, di 9 anni. Il padre, «tranquillo, gran lavoratore, sempre cortese», il volto incorniciato dagli occhiali, da due anni era custode della ditta Selection Top ditta nella periferia di Milano e lì viveva, in un bilocale, con la famigliola «cortese e riservata»: oltre al figlio, la figlia Babhi Rea di 8 anni e la moglie Teresita Aguila di 33. In zona, tutti ricordano lui che «ogni mattina alle 7 spazzava il piazzale, innaffiava le piante, puliva i vetri», i ragazzini che «correvano sulle loro biciclette lucide» o l’aiutavano a lavare la Golf giocando con la pompa dell’acqua, mentre la moglie, assai depressa, in cura per un po’ in un ospedale di Milano, da qualche tempo era talmente giù che in giro non si vedeva, «non usciva neanche per accompagnare i bimbi a scuola». L’altra notte l’Aguila, afferrato un grosso coltello da cucina, andò in soggiorno, sgozzò il marito e il figlio che dormivano su due lettini attaccati, strinse la mano del bambino a quella del padre, quindi tagliò la gola della figlia che immobile guardava tutto, infine si segò le vene e il collo e aprì pure i rubinetti del gas. Sentendo la puzza, alle 9 di mattina gli operai della Selection Top chiamarono i vigili del fuoco che si videro aprir la porta dalla bimba con la gola squarciata. La madre, piena di sangue pure lei ma meno grave, se ne stava tutta confusa sul pianerottolo. Nottata tra giovedì 28 e venerdì 29 giugno in un bilocale in via Sesti nella zona industriale di Melegnano, periferia di Milano.