Adriana Bazzi, Corriere della Sera 29/6/2007, 29 giugno 2007
MILANO
La mission finale è creare la vita artificiale. Il passo iniziale è appena stato compiuto: il trapianto del genoma di un microbo in un altro microbo che assume così l’identità del primo.
Per il futuro significa poter riprogrammare batteri, perché diventino produttori di combustibile o spazzini capaci di «mangiare» rifiuti tossici o fabbriche di farmaci, utilizzando un Dna sintetico costruito in laboratorio. Padre del progetto è Craig Venter, il signore della genetica, che aveva sfidato il governo americano dichiarando che sarebbe stato il primo a sequenziare il genoma umano, ma che alla fine, nel 2001, ha dovuto cedere il primato ai National Institutes of Health americani, finanziati con denaro pubblico: sono riusciti nell’impresa prima di lui. Ma ai sogni non si rinuncia.
Craig Venter, creatore nel 2002 di un Istituto a Rockville, nel Maryland, che porta il suo nome: qui è stata condotta la ricerca, appena pubblicata da Science secondo la quale un microrganismo patogeno per le capre, il Mycoplasma capricolum, può trasformarsi, grazie al trapianto di genoma, in un Mycoplasma mycoides, un germe diverso ma della stessa specie, che provoca polmoniti nei bovini. L’ultima conquista.
Craig Venter, il nuovo Darwin, che dal 2002 solca gli oceani di mezzo mondo con il suo yacht Sorcerer II alla ricerca di nuove forme di vita. Prima ha percorso in lungo e in largo il Mar dei Sargassi e, stando a sue dichiarazioni del 2004, ha identificato almeno 1800 nuove specie di microbi e oltre 1,2 milioni di geni. Poi ha fatto rotta verso le Galapagos, note per la ricchezza in biodiversità.
E ha avuto anche qualche problema di natura politica, ma li ha risolti. Di fronte alla Convenzione Onu sulla biodiversità, che stabilisce una ricompensa per il governi che permettono ricerche nelle loro acque territoriali, Venter ha risposto che metterà le sue scoperte a disposizione di tutti. Non lo hanno fermato nemmeno gli attivisti di un gruppo canadese che in un comunicato lo definivano «l’uomo che gioca a fare il Dio» alle Galapagos.
Venter vuole costruire un catalogo generale dei geni terrestri, completo della descrizione delle funzioni di ognuno di questi. Per farlo occorre costruire un genoma sintetico cui attaccare, di volta in volta, un gene per scoprirne le funzioni. E quando si scopriranno le funzioni di ognuno, si potranno costruire organismi con i geni di cui si vogliono sfruttare le proprietà.
Un primo organismo sintetico Venter l’avrebbe già ottenuto nel 2003: si tratta di un piccolo virus di 5386 copie di basi di Dna. Ma i batteri hanno un genoma più grande: la dimensione del Dna del Mycoplasma genitalium (il microrganismo non virale con il più piccolo genoma) è 100 volte maggiore del virus di Venter.
La costruzione del Dna sintetico di un batterio per quanto piccolo non è così facile, ma si vedrà. Per ora Venter ha dimostrato che nei batteri il trapianto di genoma è possibile.