Paolo Martini, La Stampa 27/6/2007, 27 giugno 2007
Come disse per primo con una delle sue celebri battutacce il compianto Enzo Tortora, le reti televisive non sono reti matrimoniali
Come disse per primo con una delle sue celebri battutacce il compianto Enzo Tortora, le reti televisive non sono reti matrimoniali. In effetti oggi sono diventate reti condominiali. Con tutte le liti del caso. Si può citare l’arcinota vicenda Minoli-Marano, con il direttore di RaiEdu sicuro di farcela dopo mesi a strappare l’intera fascia preserale alla seconda rete, e il direttore di Raidue convinto invece di sbattere del tutto fuori La storia siamo noi: alla fine, con una maggioranza davvero trasversale del consiglio d’amministrazione, Minoli ha semplicemente mantenuto le posizioni che aveva. Ma il condominio più noto è Canale 5, dove convivono a denti stretti famiglie radicate da anni, prima fra tutte la fecondissima factory del «padrino» Ricci (baciammo le mani, don Antonio!), e poi i vari clan Costanzo-De Filippi-Fascino, Bonolis-Perego-Presta, Mentana e l’ormai quasi direttore Clemente Mimun al Tg5, gli «Endomoliati» Bassetti ora al 10 % di Mediaset, e via elencando. Un caso a parte è certamente Raiuno, che fa testo proprio perchè anche in questo è la prima rete. Direttore è l’ex portavoce berlusconiano Del Noce, ma il centrosinistra ha espugnato l’informazione con il tg, gli speciali e Tv7 ormai solidamente nelle mani di Gianni Riotta. Il primo condominio tv d’Italia nell’attico è abitato da un illustre padrone di casa con Jacuzzi in terrazza, Bruno Vespa, ma il proprietario titolare del numero di millesimi maggiore abita fuori Italia. E’ il Vaticano. Per difendere il suo Porta a Porta, altro che Berlusconi e i neo-democristiani: ogni volta che si muove Ratzinger, Vespa lo segue come un’ombra, e lascia pure a casa il suo celebre maggiordomo per portarsi dietro Alessandra Borghese. In questi giorni è interessante seguire al martedì in seconda serata l’inchiesta-viaggio ultra-ecumenista fra le religioni Dio: pace o dominio. Basta la presentazione sull’agenzia ufficiale dell’Evangelizzazione vaticana Fides per inquadrarne l’ufficialità: «Un’occasione unica, che si deve alla supervisione editoriale di Sua Ecc. Mons. Mauro Piacenza, la collaborazione editoriale di Don Nicola Bux, Padre Massimo Cenci, Don Salvatore Vitiello, i testi e la regia di Luca De Mata». Che sarebbe poi il direttore di Fides stessa. Amen. Infine, c’è il caso del nuovo Sanremo baudesco e soprattutto del nuovo sorprendente Family play di Pippo Santo subito, la domenica pomeriggio. Si sa che Del Noce non sopporta tanto Baudo, e casomai della formazione domenicale l’unico personaggio che ama è Massimo Giletti. Risultato: l’Arena di Giletti viene anticipata alle 14, dove è dura vedersela con la concorrenza, così da proteggere meglio nel nuovo Spazio donna2 la teo-ballerina ruiniana Lorena Bianchetti, che tanto poi passa la linea appunto al Family day, anzi Play, di SanStraPippo