Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  giugno 27 Mercoledì calendario

Il caso dello sprinter sudafricano senza gambe Oscar Pistorius, che corre velocissimo su due protesi flessibili e vorrebbe gareggiare alle Olimpiadi piuttosto che alle Paraolimpiadi, ha fatto parlare di ”doping tecnologico”

Il caso dello sprinter sudafricano senza gambe Oscar Pistorius, che corre velocissimo su due protesi flessibili e vorrebbe gareggiare alle Olimpiadi piuttosto che alle Paraolimpiadi, ha fatto parlare di ”doping tecnologico”. Luca Pancalli, vicepresidente del Coni e presidente del comitato italiano paralimpico (dal 1981 costretto su una sedia a rotelle dopo una caduta da cavallo): «La ricerca sui materiali è ormai parte integrante dello sport. C’è nella vela, c’è in Formula Uno. E poi le innovazioni sviluppate in quei campi diventano utili per l’intera società. Nel caso delle protesi per i disabili, questo ragionamento vale doppio. Con questo non voglio sostenere il doping tecnologico, che comunque resta migliore di tante altre forme di doping».