Marco Mensurati, la Repubblica 27/6/2007;, 27 giugno 2007
Il caso dello sprinter sudafricano senza gambe Oscar Pistorius, che corre velocissimo su due protesi flessibili e vorrebbe gareggiare alle Olimpiadi piuttosto che alle Paraolimpiadi, ha fatto parlare di ”doping tecnologico”
Il caso dello sprinter sudafricano senza gambe Oscar Pistorius, che corre velocissimo su due protesi flessibili e vorrebbe gareggiare alle Olimpiadi piuttosto che alle Paraolimpiadi, ha fatto parlare di ”doping tecnologico”. Luca Pancalli, vicepresidente del Coni e presidente del comitato italiano paralimpico (dal 1981 costretto su una sedia a rotelle dopo una caduta da cavallo): «La ricerca sui materiali è ormai parte integrante dello sport. C’è nella vela, c’è in Formula Uno. E poi le innovazioni sviluppate in quei campi diventano utili per l’intera società. Nel caso delle protesi per i disabili, questo ragionamento vale doppio. Con questo non voglio sostenere il doping tecnologico, che comunque resta migliore di tante altre forme di doping».