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 2007  giugno 26 Martedì calendario

ROSA

ROSA Chiara San Michele delle Badesse (Padova) 28 gennaio 1983. Lanciatrice del peso. Primatista italiana (19,15 metri il 24 giugno 2007). «Chiara Rosa è la regina del cubo: ”Dopo il record italiano dell’Arena, mi sono scatenata. Alla festa di chiusura della coppa Europa ho ballato sulle note di YMCA fino allo svenimento. Sono tornata a casa al mattino”. Chiara Rosa è una compagnona: ”Con gli amici della mia San Michele delle Badesse mi piace cantare, giocare a biliardo e farmi uno spritz o una birretta. Rosa di cognome, mi chiamano miss Pinky. Ma anche Paris, in onore della Hilton e soprattutto Buzz, come buzzicona”. Chiara Rosa a volte esagera: ”Sarò omertosa: non citerò i nomi delle mie complici. Ma ai Mondiali juniores di Santiago del Cile 1999, ho lanciato sacchetti di plastica pieni d’acqua dal 28˚piano...”. Chiara Rosa è il volto umano dell’atletica italiana, di quell’atletica che, tra tempi e misure, spesso si prende un po’ troppo sul serio. ”Il mio allenatore, Enzo Agostini, prima di ogni gara mi dice: ”Va’ e divertiti”. Non sempre ci riesco, ma sempre ci provo. Poi, come per tutti, possono arrivare le delusioni. Ma in fondo far la matta è anche un modo per scaricare le tensioni. A volte eccedo, qualcuno mi prende per un pagliaccio. Ma credo sia meglio così che chiudersi a riccio”. Ovviamente la Chiara privata ha pure una seconda faccia: ”Sono lunatica e l’esuberanza mi serve a nascondere la parte più debole del mio carattere. Vengo comunque da una terra piena di vita. Tra gli altri sono concittadina di Eleonora Pedron, miss Italia 2002, di Giuseppe Segato, l’ideatore della presa del campanile di San Marco nel 1997, di Nadia Dandolo, ex mezzofondista azzurra e di Marco Benfatto, speranza del ciclismo. Siamo eclettici al punto che uno degli sport che dalle nostre parti va di più è il tiro con l’arco”. Un diploma al liceo scientifico nel cassetto, Chiara, all’università di Padova, è iscritta a [...] ”Discipline della mediazione linguistica e culturale”: ”Sta a metà tra lettere e scienze politiche. Si considera un mezzo miracolo: ”I miei genitori, Adriana e Antonio [...] non riuscivano ad aver figli: hanno adottato Lorenzo. Poi, dopo vent’anni di matrimonio, sono arrivata io. Mio fratello ha sette anni più di me, è un antisportivo per eccellenza» (Andrea Buongiovanni, ”La Gazzetta dello Sport” 26/6/2007).