Valerio Vecchiarelli, Corriere della Sera 26/6/2007, 26 giugno 2007
ROMA – Dopo aver piantato sul prato dell’Arena di Milano la sua palla di ferro oltre la bandierina del record italiano (m 19,15), Chiara Rosa, gigantessa padovana di Camposampiero, non ha badato a spese, se n’è infischiata del protocollo e delle avversarie che ancora erano in pedana impegnate a rincorrerla e ha sciolto le briglie come solo lei sa fare
ROMA – Dopo aver piantato sul prato dell’Arena di Milano la sua palla di ferro oltre la bandierina del record italiano (m 19,15), Chiara Rosa, gigantessa padovana di Camposampiero, non ha badato a spese, se n’è infischiata del protocollo e delle avversarie che ancora erano in pedana impegnate a rincorrerla e ha sciolto le briglie come solo lei sa fare. Ha inventato uno show, portando a spasso con eccezionale leggerezza i suoi 90 chili di atleta allo stato puro, lei che prima di finire ad armeggiare con il peso le aveva provate tutte, dal nuoto al calcetto passando per il rugby, pur di tenere a freno un’esuberanza senza limiti. Con la palla di ferro atterrata lontano, oltre il primato che era della grande (e grossa) amica Assuntina Legnante, ha iniziato a correre al rallentatore, ha mimato una volata alla moviola e con gesti felpati si è tuffata di pancia nella riviera delle siepi, abbassando il livello dell’acqua. «Milanesi, mi siete mancati!», ha urlato al microfono ricordando che su quel prato 5 anni fa era iniziata la sua avventura di pesista allegra con il primato italiano juniores. Nel suo bagaglio oltre a tanta vitalità ha un’esplosività fuori dal comune, particolare che ha consigliato i tecnici azzurri di iniziarla alla rotazione, dopo che all’alba della carriera aveva cominciato a lanciare adottando la più classica traslocazione. E così al primato fatto di centimetri se ne aggiunge un altro, fatto di tecnica: è la prima donna italiana a ottenere il record lanciando dopo aver roteato in pedana come una ballerina. Chissà se adesso inventerà nuovi slogan e nuove magliette variopinte da indossare davanti alle telecamere, lei che ha sempre chiesto ad alta voce e con tutti i mezzi possibili, maggiore attenzione per le donne di peso. Con Assunta Legnante e Cristiana Checchi lo scorso anno fu finalista agli Europei e quel giorno l’Italia capì di avere un gruppo di grandi lanciatrici. Grandi a tal punto che Cristiana Checchi ha scelto di cambiare aria: prima ci ha provato con il bob, poi con il disco, facendo un grande regalo all’Italia dell’atletica: sabato all’Arena il suo attrezzo è arrivato a 59,74. Lo show di Chiara Rosa ha un seguito: «Il mio è un record pulito – e giù risate ”, costruito solo con quello che la natura mi ha regalato» e via una strizzata d’occhio. In Germania, quando vinse il bronzo ai campionati europei under 23, salì sulla corsia che viene usata per riportare il peso in pedana e si mise a mimare una discesa in surf con il pubblico impazzito. Domenica sera alla festa della Coppa Europa è salita sul cubo e ha smesso di ballare solo quando le luci in sala si sono spente. Adesso le rimane di salire su qualcosa di più importante: il podio mondiale che la aspetta a Osaka, fine agosto. Valerio Vecchiarelli